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D. Severino GALLO sdb,IL GRANDE SEGRETO DIO"

31 maggio 2015 | 9a Domenica: Ss. Trinità - Anno B | Omelia
IL GRANDE SEGRETO DIO
Con la discesa dello Spirito Santo nella Pentecoste, si è compiuto il ciclo degli avvenimenti con cui Dio è venuto incontro agli uomini per offrire il dono della salvezza.
La liturgia odierna, soprattutto nella terza Lettura, ci pone davanti la meditazione del centro dinamico, della sorgente della vita divina: la santissima Trinità.

La rivelazione ci fa conoscere il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Leggiamo nel Vangelo di Matteo: "Andate ed istruite tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo!" (Mt 28,16-20).

E' meraviglioso: con ciò che non si capisce, dovevano essere istruite tutte le genti… iI mistero della Santissima Trinità è come il sole, che non si può guardare, ma che illumina tutte quante le altre cose. In sé è incomprensibile, ma rende comprensibile tutto quanto l'universo.
Del mistero della SS. Trinità possiamo dare solo una descrizione e per di più imprecisa.

NEGLI ABISSI LUMINOSI DI DIO

Proviamo a scendere negli abissi luminosi di Dio.

"Dio è pensiero, Dio è Amore, perché Purissimo Spirito. (…) … nella vivissima Semplicità di Dio, il Pensiero è Amore, e l'Amore è Pensiero. 
Dio pensa Se stesso con UNA SOLA PROFONDISSIMA IDEA, che tutto lo riproduce; Si ama con UN SOLO INTENSISSIMO ATTO D'AMORE che tutto lo abbraccia.

Dio non è solitudine! Questo Egli ha rivelato. Nell'unica divina Natura sono TRE PERSONE INSCINDIBILMENTE UNITE: UNICO DIO! PADRE, FIGLIO, SPIRITO SANTO.
Dalla mutua contemplazione del Padre nel Figlio e del Figlio nel Padre, spira un così vivo Soffio d'Amore, che è pur esso personale, è un "io" distinto dal Padre e dal Figlio. Tre Persone in un'unica Natura Divina! Mistero d'incomprensibile Bellezza!

Ma dopo aver balbettato queste povere parole umane, ci troviamo infinitamente lontani dal poter comprendere la SS. Trinità. Ci è molto più facile scoprirla nella nostra vita quotidiana.

Infatti, tutta la nostra vita è circondata dal dogma trinitario:

* S'ode un vagito in una famiglia cristiana: è nato un bimbo. I genitori si affrettano a portarlo in chiesa, dove il sacerdote lo rigenera nell'unico Nome di tre Persone: il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo.

* S'ode un rantolo in una famiglia cristiana: qualcuno muore. Mentre i familiari piangono, accorre il Sacerdote per la raccomandazione dell'anima e pronuncia sull'agonizzante le ultime preghiere: "Parti, o anima cristiana, da questo mondo, e ritorna all'unico tuo Dio". E poi ne nomina tre: "Torna al Padre che ti creò, torna al Figlio che ti redense, torna allo Spirito Santo che ti santificò".

* Quando col rimorso e col dolore dell'anima un cristiano si inginocchia per ricevere il Sacramento della Penitenza, è sempre nel nome di Dio - uno e trino - che viene concesso il perdono: "Io ti assolvo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo".
La S. Messa poi è un completo omaggio alla SS. Trinità. Il Santo Sacrificio incomincia "nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo…".

Il Kyrie è un'invocazione alle tre Persone divine. Il Gloria canta le lodi della SS. Trinità. Così il Prefazio, il Sanctus, il Gloria Patri sono un continuo richiamo alla SS. Trinità.
Al termine della Messa il Sacerdote fa scendere su di noi la benedizione del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Ogni nostra giornata dovrebbe pure essere ripiena della SS. Trinità: al primo destarci di mattino dovrebbe venire spontaneo il segno della Croce. E alla sera l'ultimo nostro pensiero dovrebbe rivolgersi alle tre Persone divine. (Proprio così faceva S. Maria Domenica Mazzarello).

* Vivere in grazia è vivere in compagnia delle tre Persone divine. * I Santi sentivano e vivevano l'inabitazione della SS. Trinità nella loro anima.

San Francesco Saverio era un gran devoto della SS. Trinità: aveva così spontanea la giaculatoria "O beata Trinitas", che la usava ad ogni istante, si può dire; tanto che i pagani stessi l'avevano imparata e la ripetevano anche senza capirla.
l santo missionario in una delle sue frequenti navigazioni stava confessando, quando scoppiò una spaventosa tempesta. Erano tutti atterriti: San Francesco, calmo, sale sul ponte della nave, traccia un segno di croce e ridiscende in cabina a confessare. La burrasca si placa all'istante.
Nelle tempeste dell'anima, impariamo anche noi a fare bene il segno della croce, se vogliamo riportare la tranquillità nel nostro spirito.
PERCHE' CI FU RIVELATO QUESTO DOGMA?

Il dogma della SS. Trinità non solo è la confidenza più sublime che Gesù abbia fatto a noi sue povere creature, ma di qui provengono anche i nostri migliori sentimenti d'amor di Dio e d'amore del prossimo.

a) Ci fu dunque rivelato perché amassimo meglio Dio.

Infatti, questo mistero ci mostra il Re dei re, il Signore dei signori, Colui che solo possiede l'immortalità e la potenza, che abita in una luce inaccessibile, occuparsi continuamente di noi.
- Dio Padre creò l'universo per noi: perché noi vedendo e godendo le cose belle e buone, comprendessimo il suo amore e la sua gloria.

Poi ci adottò come suoi figli, facendoci parte già fin d'ora della sua vita, e un giorno della sua gloria.

* Dio Figlio si è degnato di rivestirsi della nostra carne e delle nostre debolezze, soffrendo e morendo per la nostra redenzione. Ha voluto abitare fra noi, e farsi nostro cibo.
* Lo Spirito Santo, amore sostanziale del Padre e del Figlio, aita nelle nostre anime in grazia, le illumina, le infiamma, le santifica.

Queste idee non solo sono grandi, ma affettuose e consolanti e provocano il nostro amore.

b) Il mistero della SS. Trinità ci fu rivelato anche perché amassimo meglio il prossimo.

Gesù ha improntato i motivi più alti dell'amore tra noi al dogma della SS. Trinità. Nell'Ultima Cena Egli pregò così il Padre per i suoi discepoli: "Come Tu, Padre, hai amato me, e io amo te, così anch'essi amino e siano una cosa sola tra di loro" (Gv 17,21).
Ecco perché nei secoli di maggior fede si fondarono numerosi ospedali dedicati alla SS. Trinità: per amore del prossimo sofferente.

(La più bella e grande preghiera che possiamo rivolgere alla SS. Trinità è la S. Messa; la più buona e gradita azione che possiamo compiere in suo amore è la carità verso il prossimo).

Nel 304 a Catania moriva per la fede cristiana il diacono Euplio. Per lunghe ore l'avevano sottoposto alla tortura, perché rinnegasse la fede. Aveva tanta sete e si contorceva dal dolore: "Disgraziato! - gli gridò il giudice. - Adora Marte, Apollo ed Esculapio e avrai da bere".
Il martire rispose: "Io adoro il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo: tra qualche momento essi mi daranno da bere l'acqua viva della gioia eterna". E s'accasciò piegato sulle ginocchia e con la fronte protesa come a bere ad un fiume invisibile. Era morto.

Anche a noi il mondo, in questi anni di vita terrena, offre i suoi idoli: "Adora il Piacere, il Denaro, l'Orgoglio e sarai felice!". Rispondiamogli come il santo martire: "Io adoro il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo: essi mi daranno l'unica era felicità".
Uno dei mezzi più sicuri per onorare e per piacere alla SS. Trinità, è quello di amare la Madonna: Figlia prediletta del Padre, Madre amorosa di Gesù Verbo Incarnato, Sposa Immacolata dello Spirito Santo.
PreghiamoLa devotamente ed Ella ci condurrà a contemplare svelatamente l'ineffabile mistero della SS. Trinità.
                                                                        D. Severino GALLO sdb,

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