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Don Paolo Zamengo, SDB"I sogni e le delusioni di Dio "

I sogni e le delusioni di Dio        Mt 21, 33-43

Al tempo di Gesù a la vigna, gli ulivi, un gregge o un campo di grano erano una grande ricchezza, era
la certezza di vita per una famiglia. Gesù trae spunto per le sue parabole da questo mondo agricolo così caro all’uomo e così caro a Dio. Perché l’umanità è terra di Dio, è il suo sogno e la sua passione.

Come il contadino anche Dio dedica all’umanità ogni cura, ogni sacrificio. Lavora, vigila e sogna raccolti e vendemmie che ricompensano sudori e fatiche.

L’abile vignaiolo della parabola si fa aiutare e coinvolge familiari e operai. Il contadino vive di fiducia. Fiducia nella terra e fiducia nella clemenza della natura e fiducia nei suoi operai perché si comportino con responsabilità. Questa grande fiducia porta il padrone della parabola ad allontanarsi da casa per qualche tempo.

Imprudenza? Ingenuità? Debolezza? Un tarlo si insedia nel cuore di chi era stato scelto ad amministrare. Come nel paradiso terrestre si ripete la tentazione di sostituirsi a Dio e chi si sostituisce al legittimo proprietario della vigna si impadronisce anche della vita di suo figlio.

Ma Dio conosce il nome di Adamo e lo chiama a rispondere e così il padrone della vigna chiede ragione dell’operato dei servi.   Senza Dio l’uomo non è neppure uomo perché il destino di ogni creatura è legato filialmente a quello del suo creatore.

Ma come interpretare l’apparente assenza di Dio? La fede è messa a dura prova da questa lontananza. Talvolta soprattutto il dolore porta l’uomo a credere che Dio si sia eclissato o, anche, che mai sia esistito.

Dalla parabola siamo invitati ad assumerci le nostre responsabilità. La vigna è il regno di Dio alla cui realizzazione è impegnata la Chiesa, i cristiani e tutte le persone di buona volontà. I suoi valori sono patrimonio del mondo intero.

Dio non ci abbandona e ci invia messaggeri e profeti che ci parlano di lui. Come reagiamo di fronte a queste presenze di amore e di fiducia? Nella parabola si racconta di violenze e perfino di morte. La storia della chiesa è cosparsa di croci sulle tombe dei profeti. Ma non sarà la morte l’ultima parola per chi si fida di Gesù.

“La pietra scartata dai costruttori è devenuta testata d’angolo”. Qui è adombrata la vita di Gesù profeta e figlio di Dio. Ma è adombrata anche la storia della Chiesa e dei suoi profeti che conobbero e conoscono persecuzioni e sofferenza.

La parabola tuttavia si conclude con un nuovo atto di fiducia. “La vigna sarà data a un popolo che produca i frutti”.

La rivincita di Dio non è la vendetta verso chi lo ha rifiutato ma la rinnovata fiducia verso chi sa essere lievito che fermenta e cresce. Chi è chicco che si nasconde per diventare spiga o lanterna che si consuma per essere luce.  A Dio non appartengono le delusioni ma solo i sogni.

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