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don Marco Pedron, "Puro e impuro"

Puro e impuro
don Marco Pedron
XXII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

  Visualizza Mc 7,1-8.14-15.21-23
1 Si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.

I FARISEI=lett. "separato". I farisei si separavano dalla gente per raggiungere Dio con un sistema di vita complicatissimo. Osservavano ben 613 precetti nella vita normale che li rendeva distanti dalla gente. Pensavano di incontrare Dio separandosi dalla gente, in realtà si separavano da Dio.

Prima di questo vangelo Gesù si è preso cura del bisogno delle persone con la condivisione dei pani (Mc 6,30-44). Ogniqualvolta che Gesù libera le persone, si prende cura dei bisogni delle persone, i farisei scattano subito. Perché?

Sono in allarme perché nonostante tutta la loro campagna contro Gesù, Gesù ha un seguito incredibile di gente.

ALCUNI SCRIBI=gli scribi, invece, erano la Santa Sede del tempo. Scribi non vuol dire coloro che scrivono; erano il magistero infallibile, infatti, erano teologi ordinati (passavano tutta la vita solamente per lo studio della Bibbia e venivano ordinati a 40 anni), la cui parola aveva lo stesso valore della parola di Dio, quindi gente importante. E Mc, ci dice che questi qui non sono mica di quarta serie, ma addirittura da Gerusalemme.

2 Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate

AVENDO VISTO CHE... MANI IMPURE=è un grande problema! A volte, le grandi questioni religiose sono davvero ridicole, solo che se ne accorge soltanto chi sta al di fuori della religione.

I discepoli di Gesù prendono il pane senza lavarsi le mani: non è una questione igienica ma un rituale che veniva severamente punito se non effettuato.

Il rituale era ben preciso e prevedeva quanta acqua utilizzare (86 cl); non doveva essere utilizzata per altri scopi; la quantità precisa per braccio; l'acqua doveva essere versata dalla stessa persona (non è che uno andava alla sorgente e si lavava: no!); non ci dovevano esser anelli od oggetti vari; l'acqua doveva scendere fino al gomito; l'anfora aveva due manici così si poteva lavarsi l'altra mano utilizzando il manico non toccato prima con la mano "impura"; bisognava pronunciare una benedizione: "Benedetto colui che ci ha santificato con i suoi precetti e ci ha comandato l'abluzione delle mani", ecc. Lavarsi le mani prima di mangiare è una cosa buona, lo facciamo anche noi. Ma capite che qui si parla di tutt'altro!

Perché i discepoli di Gesù non si lavavano le mani? Perché Gesù li ha contaminati con la sua libertà: "Non è questa l'impurità. L'impurità o ce l'hai dentro o non c'è!".

3 - i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi

ATTENENDOSI ALLA TRADIZIONE DEGLI ANTICHI=gli ebrei credevano che sul monte Sinai Dio consegnò a Mosè la Legge (la Torah sono i primi 5 libri della Bibbia): una legge scritta e il modo per mettere in pratica queste leggi, una tradizione orale, che verrà messa per iscritto solamente più tardi, il Talmud (che significa insegnamento).

Quindi queste due leggi, la Torah e il Talmud per i farisei e gli scribi avevano lo stesso valore.

4 e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti -,

MOLTE ALTRE COSE COME LAVATURE=perché avevano tutte queste regole?

Perché erano ossessionati che qualcosa di impuro potesse entrare dentro di loro.

Un residuo è rimasto pure a noi nelle famose pulizie di Pasqua! Infatti per Pasqua non ci doveva essere neanche un millimetro di qualcosa di lievitato in casa e tutto doveva essere assolutamente lavato perché se c'era qualcosa di impuro la Pasqua non poteva essere celebrata.

Tant'è vero che ancor oggi, poiché eliminare tutto (e qui si intende tutto!) il vecchio, anche la più minima briciola è un lavoraccio, cosa fanno gli ebrei? Fanno una compravendita momentanea delle stoviglie della casa per una settimana (c'è proprio un foglio per questo; basta andare ad esempio nella sinagoga di Roma e lo si trova!): così se è rimasto qualcosa, visto che loro non ne erano proprietari, non è responsabilità loro!

Tra l'altro, queste regole sul lavaggio delle mani non si trovano nella Bibbia! Nella Bibbia non c'è scritto: "Guai a chi no si lava le mani!". Anche noi a volte abbiamo passato per fede delle regole che non ci sono scritte nel vangelo.

Purtroppo nella Bibbia ci sono altre regole terribili che Gesù, in questo brano, elimina: "Sono tutte invenzioni della religione non regole di Dio". Ad esempio in Lv 12, 1-8: "Quando una donna sarà rimasta incinta, partorirà un maschio, sarà impura per sette giorni, sarà impura come nei giorni del suo ciclo mestruale, l'ottavo giorno il bambino sarà circonciso, la donna poi resterà ancora 33 giorni a purificarsi del suo sangue... ma se partorisce una bambina, sarà impura due settimane, e resterà 66 giorni a purificarsi del suo sangue".

Se uno ci pensa bene, Dio ha creato una cosa così meravigliosa come la vita: è possibile che tale meraviglia, che tale creazione, sia impura? Eppure le nostre nonne non potevano tornare in chiesa se non erano purificate!

5 quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».

PERCHE' I TUOI DISCEPOLI...: perché non fanno quello che noi comandiamo e che tutti fanno?

La loro regola era: "Se tu mangi con mani impure diventi impuro".

6 Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me.

BENE HA PROFETATO ISAIA DI VOI, IPOCRITI=di certo qui Gesù non è molto diplomatico! Gesù, qui, "va giù dritto"! Cosa aveva detto Is 29,13: "Questo popolo si avvicina a me solo a parole e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e il culto che mi rendono è un imparaticcio di usi umani...". Lo diceva già Isaia: "Ma come avete fatto ad inventarvi queste fesserie e poi dire che è Dio che le vuole?".

7 Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini.

PRECETTI DI UOMINI="ma che tradizione o volontà di Dio o dei padri o degli antichi! Sono invenzioni, fesserie, degli uomini, che non corrispondono alla volontà di Dio, anzi, la falsificano!".

Sono culti, precetti, regole, osservanze, che Dio non vuole, che non richiede, che spesso aborrisce.

Così dirà San Paolo, lui che era stato un fariseo che rispettava tutte queste regole e che poi si è convertito al Cristo: "Nessuno dunque vi condanni più in fatto di cibo o di bevanda, o riguardo a feste, a noviluni e a sabati... se pertanto siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché lasciarvi imporre, come se viveste ancora nel mondo, dei precetti quali: "Non prendere, non gustare, non toccare"? Tutte queste cose sono destinate a scomparire con l'uso: sono infatti prescrizioni e insegnamenti di uomini" (Col 2,18-22). Tutte queste prescrizioni, regole, San Paolo le considererà skibala, cioè spazzatura, che servono solamente ad alimentare l'orgoglio degli uomini. "Guarda come sono bravo!".

8 Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».

TRASCURANDO IL COMANDAMENTO DI DIO=qual è "il", l'unico comandamento di Dio, che Gesù ci ha dato: "Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri" (Gv 13,34-35).

La persona religiosa dice: "La preghiera, le devozioni, i riti e le liturgie".

Gesù dice: "Se non ami, se non c'è amore, tutto è niente. Se la tua preghiera non ti aiuta ad amare di più, se i tuoi riti non ti aiutano ad essere più compassionevole, se la tua liturgia non ti aiuta a vivere nel perdono ma nel rancore e nel giudizio, allora tutto è niente!".

9 E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. 10 Mosè infatti disse: Onora tuo padre e tua madre, e: Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte. 11 Voi invece dite: "Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio", 12 non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. 13 Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».

MOSE' DISSE: ONORA IL PADRE E LA MADRE...: qui Gesù cita un unico comandamento: l'amore per i genitori (comando che in quella cultura era molto importante).

Onorare il padre e la madre non indica il portar rispetto o il non far soffrire i genitori verso i genitori (sappiamo tutti che l'autonomia e l'adultità dei figli è un gran dolore per i genitori e che il figlio deve "disobbedire" alla legge paterna per sganciarsi) ma il mantenimento economico.

Onora il padre e la madre non vuol dire fai quello che tuo padre e tua madre ti dicono ma, visto che una volta non c'era la previdenza sociale, significa semplicemente il mantenimento economico: "Non far morire di fame i tuoi genitori!". Perché era possibile? Sì.

Cosa avevano inventato i sacerdoti? Se tu donavi al tempio quello che serviva per mantenere i tuoi genitori (dicendo: "Quello che doveva servire..."), quindi non tutto, ma solo quello che toccava a loro (perché il resto te lo tenevi tu), allora tu eri a posto con la legge religiosa perché l'amore per Dio, e soprattutto per il tempio, veniva prima dei genitori. Questo era "Korban", cioè offerta a Dio! "Quindi tu offri la parte che ti servirebbe per mantenere i tuoi genitori al tempio e non sei più tenuto a prenderti cura di loro": questo significava ridurre al lastrico i genitori perché le pensioni non c'erano.

E DI COSE COSI' NE FATE MOLTE=ad esempio in Lv 11 c'è una lista interminabile di animali impuri. Uno dice: "Beh, era per motivi igienici". "No". "Era così perché lo diceva la legge e basta!". Ad esempio: gli insetti a due gambe sì quelli a quattro gambe no. Perché? Perché di no (lo dice la legge)!

14 Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! 15 Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro». 16 (Se qualcuno ha orecchi per intendere, intenda).

NON C'E' NULLA FUORI DELL'UOMO...: le cose non sono impure, sporche. Il mondo è buono, l'uomo e la donna sono cose buone e belle. Le cose impure nascono dentro all'uomo non fuori.

17 Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola.

LO INTERROGARONO SULLA PARABOLA=ma Gesù non ha detto una parabola! I discepoli avevano abbandonato la legge orale (Talmud) ma non quella scritta (Torah) e pensano che non si possa sovvertire o trasgredire o mettere in discussione tale legge. Per questo pensano che Gesù parli metaforicamente, come una parabola.

18 E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può renderlo impuro,

NEANCHE VOI SIETE CAPACI DI COMPRENDERE=quella religione rendeva le persone così ottuse che accettavano come normali cose che non lo erano. Ti faceva credere che alcuni alimenti, alcune parti del corpo, alcuni cibi, fossero impuri... e tutti le accettavano. Ma non è normale! E Gesù lo ripete: ciò che entra nell'uomo non può renderlo impuro.

19 perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.

NON GLI ENTRA NEL CUORE=il cuore per il mondo ebraico è la nostra mente, la nostra coscienza.

NEL VENTRE E NELLA FOGNA=Gesù usa un termine rude (afedron=fogna) per far capire che ciò che mangi non finisce nel tuo cuore ma nella pancia e voi espulso via.

COSI' RENDEVA PURI TUTTI GLI ALIMENTI=quindi Gesù fa qualcosa di ardito perché dice che la Bibbia, Levitico 11, si sbaglia. E per chi contravveniva la Parola di Dio c'era la pena di morte.

20 E diceva: «Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo. 21 Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, 22 adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza.

PROPOSITI=dialogismoi=indica pensieri, schemi mentali che diventano azioni. Qui ci sono 12 azioni dove viene considerato peccato un'azione che tu fai verso qualcuno. Nessuna di queste azioni riguarda la religione, il culto, la liturgia o Dio.

IMPURITA'=porneia=prostituzioni (e non impurità); il sostantivo è al plurale e intende vendersi per denaro, per carriera, per ambizione.

FURTI=non significa soltanto sottrarre il portafoglio all'altro, ma, sempre nell'insegnamento di Gesù, se tu hai dei beni e l'altro non li ha e non condividi, tu sei un ladro perché lo privi di ciò di cui lui ha bisogno.

STOLTEZZA=stoltezza o stupidità. E' strano trovare questo peccato: avete mai trovato uno che si confessi per questo?

Nella tradizione orale ciò che era all'ultimo posto era la cosa più importante. Infatti la stoltezza, nel vangelo, è chi vive per sé, chi accumula e pensa solamente a se stesso. E chi vive così sottrae agli altri ciò di cui hanno bisogno.

23 Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo».

TUTTE QUESTE COSE VENGONO FUORI DALL'INTERNO=Gesù non minimizza il senso del peccato; per Gesù il peccato non è la trasgressione di una norma, di una dottrina, di una legge religiosa, ma vivere per sé o il non amare.

Quindi con questo vangelo nessuna paura di Dio e delle regole religiose. Perché l'incontro con Gesù rende ognuno di noi ancora più felice di essere nato. E l'unica cosa che Gesù ci chiede è: "Fa' che ogni persona che incontri, dopo averti incontrato, sia ancora più felice di essere nata".

Ciò che Gesù ha detto è così forte che deve scappare in territorio pagano (Mc 8,1), tanto da doversi nascondere (Mc 8,1: "Ed entrato in una casa voleva che nessuno lo sapesse").

Pensiero della settimana

La vita non è acquistare e avere,
ma dare ed essere.

Fonte:www.qumran2.net

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