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Don Paolo Zamengo, "La fortuna dell’uomo è nascere affamato "

COMMENTO XVIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO
La fortuna dell’uomo è nascere affamato    Gv 6, 24-35       

II lago si è riempito di barche e di speranze. L’incontro con Gesù fa germogliare domande. Rabbi, quando sei venuto qua? Ti stiamo cercando, perché ti nascondi?

E Gesù svela la sua distanza: c’è molto di più di un lago tra me e voi. Gesù si sente incompreso, è sempre su un’altra riva.  Ma non si arrende.  Lui che ha sfamato la folla vuole svegliare un'altra fame, la fame per un pane diverso.

Cosa dobbiamo fare per avere questo pane? La risposta è sorprendente: “Credere in me, venire con me. Sono io che riapro le vie del cielo, sono  io che do senso, profondità, forza e canto alla vita.  Credete in me, ma con fede pura”.

“Voi mi cercate solo perché avete mangiato!”. Gesù interroga la loro fede e interroga anche la mia fede: io amo Dio o amo i doni di Dio?  Abramo, padre dei credenti, ama Dio più delle promesse di Dio; i profeti credono nella Parola di Dio prima ancora che nella sua realizzazione.

La folla pone una terza domanda: quale segno fai perché possiamo crederti? Mosè ci ha dato la manna, ma tu che cosa ci dai?

Gesù risponde cambiando i tempi, dal passato al presente, cambia i luoghi dal Sinai al lago di Galilea, cambia anche i personaggi: non Mosè ha dato, ma Dio dà; e quel Dio ancora dà, come un padre.

"Dio dà". Due parole limpide, semplicissime eppure immense, parole come colonne del Vangelo. Dio non chiede, Dio dà. Dio non pretende, Dio dà.

Non dà pane in cambio di potere, tanto meno di potere sulle anime. Dio dà vita al mondo. Dà per primo, senza niente in cambio, dà in perdita. Dio dà.

Pane indica tutto ciò che ci mantiene in vita. Indica amore, dignità, libertà, coraggio, pace, energia, futuro. Noi viviamo di pane e di sogni, di pane e di bellezza, di pane e di amore, tutto questo ogni giorno, per tutti i giorni, pane necessario per oggi e per domani.

Gesù è colui che mantiene viva questa nostra vita: Dio è amore e riversa amore; Dio è luce e dilaga e straripa luce da lui. Dio è eterno e l'eternità si insinua nel nostro istante.

Infine Gesù annuncia la sua pretesa più alta: io faccio vivere! Ho saziato per un giorno la vostra fame, ma faccio di più, posso colmare la fame di tutta la vostra vita, di tutte le profondità dell'esistenza.

L'uomo nasce affamato ed è la sua fortuna! Ha avuto in dono il cuore più grande, più largo e profondo di tutte le creature messe insieme. E non può vivere senza mistero.

L’uomo è affamato di cielo, ha sete di cielo, ed è questa la sua fortuna.  Questa nostra sete non si placherà bevendo solo sorsate di terra.

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