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p. Alberto Maggi OSM,"DA CHI ANDREMO? TU HAI PAROLE DI VITA ETERNA"

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XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 26 AGOSTO 2018 - COMMENTO AL VANGELO
DA CHI ANDREMO? TU HAI PAROLE DI VITA ETERNA

DI P. ALBERTO MAGGI OSM
Gv 6, 60-69
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
Gesù ha concluso il lunghissimo discorso tenuto nella sinagoga di Cafarnao, discorso nel quale è riuscito a scontentare tutti: la folla che sperava di farne il re, i capi religiosi, i Giudei, che vedono la pericolosità di questo Gesù che rivoluziona il rapporto con Dio, e, quello che è più drammatico in questa pagina, il capitolo 6 di Giovanni, versetti dal 60 al 69, gli costerà l’abbandono di molti dei suoi discepoli.
Scrive l’evangelista Molti dei suoi discepoli, dopo averlo ascoltato, dissero: “Questa parola è dura”. L’evangelista adopera, l’unica volta nel suo vangelo, il termine greco “scleros” (fonetico) che in rapporto a un discorso significa quello che è insolente, quello che è offensivo. Cosa c’è stato di offensivo e di insolente nel discorso di Gesù? Gesù ha preso le distanze dal mito dell’esodo, della liberazione. Gesù ha detto chiaramente: sono tutti morti nel deserto e questo per loro era inaccettabile. Ma anche comprendono l’invito di Gesù che devono farsi pane, alimento di vita per gli altri, e loro vogliono comandare, vogliono regnare, non vogliono servire gli altri. E quindi chi può ascoltarla?
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano, mormorano esattamente come i Giudei, i capi religiosi riguardo a questo, disse loro: “Questo vi scandalizza? Il verbo scandalizzare appare qui e poi nel capitolo 16 quando Gesù annunzia la persecuzione e la morte. Quindi il riferimento è alla sua morte, è la morte che scandalizza, la morte di Gesù, perché loro pensano che la morte sia la fine di tutto. E infatti dice Se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov’era prima? La morte era considerata una discesa e la risurrezione una salita. Ed ecco la frase di Gesù: è lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla. Gesù aveva detto che avrebbe dato il suo pane come carne, cosa significa che lo Spirito dà la vita, la carne non giova a nulla? Mangiare il pane, il riferimento è all’eucarestia, senza poi farsi pane per gli altri non serve assolutamente a nulla.
Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita, sono parole che sprigionano nell’uomo e liberano energie vitali sempre più crescenti, è l’eucarestia che è un dinamismo di amore ricevuto e amore comunicato. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono, hanno dato un’adesione a Gesù che non è radicale, è  in vista del loro interesse e non dell’interesse degli altri, seguono Gesù per la propria convenienza. Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito.: mentre gli altri evangelisti danno l’annuncio del tradimento nel contesto della cena pasquale, l’evangelista lo inserisce qui per far comprendere che questo lungo discorso è il riferimento all’eucarestia.
E diceva: “Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me se non gli è concesso dal Padre”:  l’azione del Padre è stimolare il desiderio di pienezza di vita, ma chi sarà senza lo Spirito di Dio lo cederà. Ed ecco, drammatico finale, da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Ma Gesù è disposto a restare solo piuttosto che cambiare il suo progetto di manifestare al mondo l’amore del Padre, disse allora Gesù ai Dodici: “Volete andarvene anche voi? Gli rispose Simon Pietro “Signore da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio. La risposta di Simon Pietro è in parte positiva, riconosce che Gesù ha le parole che sprigionano nell’uomo una vita indiscutibile, ma l’altra negativa perché si riferisse a Gesù come il Santo di Dio, con l’articolo determinativo. Il Santo di Dio era il messia atteso dalla tradizione, quello che veniva a restaurare la monarchia, a dominare i pagani, a imporre la legge, cioè il messia dell’aspettativa popolare. Ed è esattamente l’espressione che ha adoperato l’uomo posseduto dallo spirito impuro, sempre a Cafarnao, sempre nella sinagoga, come si legge nei vangeli di Marco e di Luca, e questo getta una luce sinistra su quello che seguirà e sul tradimento anche di Pietro.

Fonte:www.ildialogo.org

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