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p. José María CASTILLO, "TRASCURANDO IL COMANDAMENTO DI DIO, VOI OSSERVATE LA TRADIZIONE DEGLI UOMINI"

XXII TEMPO ORDINARIO – 2 settembre 2018 - Commento al Vangelo
TRASCURANDO IL COMANDAMENTO DI DIO, VOI OSSERVATE LA TRADIZIONE DEGLI UOMINI

di p. José María CASTILLO

Mc 7,1-8; 14-15; 21-23
[In quel tempo,] si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate - i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti -, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini". Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo».
Questo conflitto di Gesù con i farisei ed i dottori della legge indica con sufficiente chiarezza il rifiuto che Gesù stesso ha espresso riguardo ai riti religiosi. I riti (sociali, culturali, sportivi, militari, religiosi...) sono fondamentali per la sopravvivenza delle società umane. E nelle religioni i riti sono così importanti che costituiscono tutto il sistema di segni che mantiene la religione. Ma i riti hanno un inconveniente importante: sono azioni che, rispetto all’esattezza ed al rigore della loro osservanza, “si costituiscono in un fine a sé stesso”. Questo ha una conseguenza fatale, che consiste nel fatto che il “rito” si separa dal comportamento di chi osserva questo rito (G. Theissen).
Per questo motivo questo vangelo mette in chiara evidenza il pericolo dell’inganno che ha la religione. È l’inganno che si realizza in ogni persona che antepone il rituale all’etica. Perché l’onestà, la bontà, la sincerità, tutto questo non nasce dal rituale, ma dal cuore. Gesù lo afferma chiaro e tondo. E la vita ci insegna che c’è gente che passa gli anni osservando scrupolosamente rituali, sacramenti ed osservanze, ma sappiamo che, dopo tanti anni di fedeltà religiose, l’osservante continua ad avere gli stessi difetti e le stesse miserie umane che aveva anni fa, forse molti anni fa.
Ecco perché l’importante, per Gesù e per la nostra vita, non sono i gesti esteriori (lavabi, gesti corporali, utilizzo di oggetti sacri...) ma quello che ci esce da dentro, dai nostri sentimenti e dalla nostre esperienze più profonde. Cioè l’importante non sono i “riti”, ma i “simboli”, che sono l’espressione delle nostre esperienze più profonde e più autentiche: uno sguardo, un bacio, un abbraccio, l’espressività del nostro volto. Questi gesti simbolici sono quelli che dicono quello che siamo veramente.


Fonte:www.ildialogo.org

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