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don Roberto Seregni, "Capovolgimento"


don Roberto Seregni  

XXIX Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) 

  Visualizza Mc 10,35-45
Domenica scorsa, all'alba, con quaranta giovani del mio oratorio, risalivo un pendio a 2200 metri. Picconi e pale portati a spalle disegnavano un'insolita processione alpina e la mia mente ritornava al Vangelo del giovane ricco: liberi e leggeri, scrivevo.

Lo sguardo allungato sulla cima, il desiderio di aprire un nuovo sentiero fra i sassi, il peso rassicurante del piccone, le risate compagni di viaggio hanno travasato l'azzurro del cielo nel cuore.

Ripenso a quel pezzo di sentiero tracciato tra i sassi e a quell'altro, quello di dentro, scavato nel cuore dalla potenza della Parola viva, efficace e tagliente (cfr. Eb 4,12).

I figli di Zebedeo hanno una richiesta sfacciata, essa svela nuovamente la totale incomprensione con il Maestro. Lui ha appena concluso il terzo annuncio della passione (Mc 10,32-34), il più cruento e dettagliato. E loro cosa chiedono, qual è il loro desiderio? Un posto d'onore, di potere, di comando. No, non hanno capito.

Gesù, il grande Gesù, non si scandalizza di Giacomo e Giovanni, non riprende i compagni indignati, ma riparte da capo, insegna, spiega. Ancora.

Quanto abbiamo bisogno anche noi di lasciarci modellare il cuore dalle Sue Parole! A volte trovo tanti cristiani stanchi che pensano di sapere già tutto, che non si lasciano più né stupire né mettere in discussione dalla Parola di Gesù, che celebrano l'eucaristia senza gioia e senza passione... Oggi il Rabbì di Nazareth ci invita ad aprire bene le orecchie, a lasciarci leggere e ribaltare da questa Parola.

Gesù è molto chiaro: seguire Lui comporta un radicale capovolgimento della logica del mondo: "tra di voi non è così". Chi vuol essere grande si deve fare servitore, chi vuol essere il primo si deve fare schiavo di tutti. Mi piace sottolineare che questo programma di vita, prima di essere quello del discepolo, è quello di Gesù. Se mi faccio servo o schiavo non è per umiliarmi o perché non valgo nulla, ma perché Gesù ha scelto quel posto per rivelarmi il Volto del Padre e se pure io voglio vedere come Lui vede, devo andare proprio lì. Mettermi all'ultimo posto è per stare con Gesù, per vedere le cose come le vede Lui, per imparare a servire Dio e i fratelli, e non solo a servirmi di loro.

Vorrei provare a chiarire un equivoco a volte ricorrente. Il radicale capovolgimento proposto da Gesù è per tutti, non solo per qualche riccone o per il politico di turno. Nessuno può dire: io non ho potere, non ho mai comandato in vita mia e quindi sono a posto, questa Parola non è per me... Pensa a quanto potere ha un muso lungo con tua moglie, un litigata con un vicino, un perdono non accolto con un amico, una discussione non chiarita con i tuoi genitori, un offesa al collega, un saluto tolto ad un parente...

Allora? Pensi ancora di non avere nessun potere? Sei proprio convinto di essere esonerato dal capovolgimento del Vangelo?

Buona settimana

Don Roberto

Fonte:www.qumran2.net

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