ARCHIVIO PER RICERCHE

Mostra di più

AUTORI ED ETICHETTE

Mostra di più

#PANEQUOTIDIANO«SE NE ANDÒ RATTRISTATO; POSSEDEVA INFATTI MOLTI BENI»


La Liturgia di Domenica 14 Ottobre 2018  VANGELO (Mc 10,17-30) COMMENTO:Rev. D. Xavier SERRA i Permanyer (Sabadell, Barcelona, Spagna)

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio 
davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».
Parola del Signore.

«Se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni»
Rev. D. Xavier SERRA i Permanyer 
(Sabadell, Barcelona, Spagna)
Oggi, vediamo come Gesù –che ci ama-, vuole che tutti noi entriamo nel Regno dei cieli. Quindi questo avvertimento così grave ai "ricchi". Anche loro sono chiamati ad entrare. Ma essi hanno una situazione più difficile per accettare Dio. Le ricchezze possono far credere a loro di avere tutto. Sono tentati di deporre la loro sicurezza e la loro fiducia nelle proprie capacità e ricchezze, non rendendosi conto che la fiducia e la sicurezza devono essere poste in Dio. Ma non solo di parola: come è facile dire "Sacro Cuore di Gesù, confido in Te", ma quanto è difficile parlare con la vita. Se siamo ricchi, quando di cuore diciamo questa preghiera, cerchiamo di rendere le nostre ricchezze un bene per gli altri, ci sentiremo amministratori di beni che Dio ci ha dato.

Di solito vado in Venezuela in missione, e lì davvero -nella loro povertà, e senza molta sicurezza umana- le persone si rendono conto che la vita è appesa a un filo, che la loro esistenza è fragile. Questo li aiuta a rendersi conto che è Dio chi dà loro consistenza, che la loro vita è nelle mani di Dio. Ma da noi, -nel nostro mondo consumista- abbiamo tante cose che possiamo essere tentati di credere che ci danno sicurezza, che ci sostiene una grossa fune. Ma, in realtà, -come i "poveri"- siamo appesi ad un filo. Madre Teresa disse: «Dio non può riempire ciò che è pieno di altre cose». Corriamo il pericolo di avere Dio come un elemento in più della nostra vita, un libro in più nella biblioteca, importante, sì, ma un’altro libro. E, pertanto, non considerarlo davvero come nostro Salvatore.

Pertanto sia i ricchi che i poveri, nessuno può salvare se stesso: «Chi può essere salvato?» (Marco 10,26), esclameranno i discepoli. «Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio» (Marco 10,27), Gesù risponde. Affidiamo tutti e del tutto a Gesù, e che questa fiducia si manifesti nella nostre vite.

La voce di un o scrittore e filosofo

Risultati immagini per Andrè ChouraquiNoi nasciamo con questo libro nelle viscere. Un librettino: centocinquanta poesie, centocinquanta gradini eretti tra la morte e la vita; centocinquanta specchi delle nostre rivolte e delle nostre fedeltà, delle nostre agonie e delle nostre risurrezioni. Più che un libro, un essere vivente che parla, che ti parla, che soffre, che geme e che muore, che risorge e canta, sul limitare dell'eternità e ti prende, e trascina te e i secoli dei secoli, dall'inizio alla fine...
Andrè Chouraqui

Post più popolari