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p. José María CASTILLO" LA VOSTRA LIBERAZIONE È VICINA"

I AVVENTO – 2 dicembre 2018 - Commento al Vangelo
LA VOSTRA LIBERAZIONE È VICINA

di p. José María CASTILLO

Lc 21, 25-28, 34-36
[In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:] «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».
L’anno liturgico, come sappiamo, inizia prima dell’anno civile. La Chiesa vuole che, a partire dalla prima della quattro domeniche precedenti il Natale, i cristiani si preparino nei loro sentimenti religiosi per ricordare – al meglio possibile – la nascita di Gesù. Nella vita e nella Storia ci sono avvenimenti così importanti e profondi che non si possono ricordare solo mediante la memoria. Più che la memoria, bisogna preparare il cuore per ricordare il Natale come si deve. Perché?
Nel Natale non ricordiamo semplicemente il fatto che Gesù sia nato a Betlemme. Nel ricordare questa cosa, celebriamo in realtà come Dio sia entrato nella Storia e si sia fatto presente tra gli esseri umani. Se spogliamo i nostri presepi di arte e di poesia, resta un bambino nato nella mangiatoia di una stalla.
Davanti ad un Dio così cadono tutti gli astri, le stelle, i poteri che impongono la paura e l’ansia. Il sistema, che ci opprime e ci angustia, perde la sua consistenza. Davanti ad un tale disordine planetario o restiamo senza religione o sopravvive la nostra umanità, che diventa vicinanza, rispetto, giustizia e bontà con tutti gli esseri umani e con tutta la natura. A questo cambiamento così straordinario ci prepariamo in Avvento. Si avvicina la nostra liberazione.


Fonte:www.ildialogo.org

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