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don Fabio Rosini, "FIGLI PREZIOSI PER DIO NOSTRO PADRE"

Natale del Signore - 25 Dicembre 2018

FIGLI PREZIOSI PER DIO NOSTRO PADRE

E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

Giovanni 1,1-18
 

Il Vangelo del giorno di Natale è il meraviglioso Prologo di san Giovanni, inno poetico che è la chiave interpretativa dell’intero Vangelo. Il testo parla del Verbo, che era con Dio all’inizio ed è il mediatore di tutto. Tutte le cose sono state create attraverso questo Verbo che è la luce di tutto ciò che esiste. Cosa è questo Verbo? Come è facile che questo suoni di astrazione…

Per il Natale, il versetto più importante del testo è certamente: «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi». Il Verbo allora non è qualcosa da capire, visto che diventa carne! E non è qualcosa di distante da noi, ma viene a vivere in mezzo a noi.

Possiamo quindi focalizzare almeno tre cose: in primo luogo, è una persona, non una specie di idea; in secondo luogo, non è solo presso Dio ma è anche carne umana come la nostra; in terzo luogo, non dimora in qualche luogo lontano dall’umanità, ma in mezzo a noi. Tutto ciò indica che abbiamo la possibilità di incontrare questa persona concreta e contemplare la sua gloria.

San Giovanni dice: «E noi abbiamo contemplato la sua gloria»; a cosa si riferisce? “Gloria” non indica una qualche spettacolarità: in ebraico la parola signifi‹ca il peso o il valore reale di qualcosa. Infatti si dice cosa hanno contemplato: «Gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità».

Il Natale annuncia che Dio è a portata di mano e si è fatto carne, certo, ma c’è ancora di più: se capisco la carne di Cristo, capisco la mia stessa carne. Se vedo la Sua gloria, allora comincio a rendermi conto della rilevanza della mia vita. Se apprezzo la misura in cui Dio si è umiliato per me, quel che fa per unirsi con me, allora comincio a comprendere chi sono. Quando lo vedo, conosco la mia dignità. L’incarnazione non parla unicamente della generosità di Dio, ma manifesta la preziosità della nostra esistenza, perché se colui che ha creato le galassie e il cosmo si è fatto carne per incontrarci, posso chiedermi: ma chi sono io da esser preso così tanto a cuore?

ACCOGLIERE LA VITA DIVINA. Rallegriamoci, quindi, che Dio si è fatto carne, ma questo vuol dire anche che è importante avere un corpo, essere vivi! E che ne possiamo fare di questa carne? Cosa è apparso nella Sua carne per illuminare la nostra? In essa Lui ha mostrato la gloria di Figlio del Padre. La carne umana ha questa potenzialità: accogliere questa vita da fi‹gli di Dio.

Noi siamo ‹figli di tanto altro, della nostra cultura, delle nostre storie e tante volte quel che abita in noi è generato solo dalle nostre paure più profonde… Ecco la Gloria che appare in questo giorno di Natale: vivere nella nostra fragile carne ma radicati in Dio, sorgendo dal suo amore di Padre. Questo è ciò che è venuto a portare il Signore Gesù. Questo è il nostro battesimo, in cui la Sua esistenza ci viene donata. È bello vivere guardando a noi stessi, al prossimo e al mondo partendo dalla certezza di essere amati, di essere preziosi come ‹figli agli occhi del loro Padre. È un’esistenza nobile, limpida, pacificata.


Fonte:http://www.famigliacristiana.it

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