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Don Marco Ceccarelli, " La via del Signore."

II Avvento “C” – 9 Dicembre 2018
I Lettura: Bar 5,1-9
II Lettura: Fil 1,4-6.8-11
Vangelo: Lc 3,1-6
- Testi di riferimento: Sal 98,2-3; 119,128; Pr 11,5; 14,12; 23,19; Is 3,12; 9,15; 26,10; 40,3-5; 49,6;
51,6-8; Ger 5,4-5; Os 14,10; Mi 3,9; Mal 2,7-9; 3,19-20.23-24; Mt 6,19-21; 24,34-41; Mc 7,6-13;
13,26; Lc 21,34; At 13,10-12; 18,25-26; 22,4; 24,14; Rm 12,20; 1Cor 1,8; 7,29-31; 1Ts 2,14-15;
3,12-13; 5,23; 2Tm 3,1-3; Gc 5,2-4; 1Pt 2,11-12; 2Pt 3,10-14; Gd 24; Ap 1,7

1. Giovanni Battista. Anche se il tema centrale dell’Avvento rimane quello dell’attesa della salvezza
portata dal Messia, la seconda domenica è sempre posta sotto il segno della predicazione di Giovanni
Battista, in quest’anno “C” preso dal Vangelo di Luca. È curioso notare come il Nuovo Testamento
ricominci da dove era terminato l’Antico. Infatti, al tempo di Gesù la Scrittura canonica si
concludeva con il profeta Malachia il quale termina con l’annuncio di un messaggero che avrebbe
assunto le caratteristiche profetiche di Elia. “Prima che venga il giorno del Signore grande e terribile”
(Mal 3,23) Dio manda Elia. La salvezza che sta per arrivare in mezzo agli uomini deve essere
annunciata da un profeta. L’avvento del Messia, la cui opera fondamentale è quella della salvezza,
deve essere preceduto da una figura profetica di eccellenza simile a quella di Elia. Il Battista ha perciò
il compito di precedere il Messia per annunciarne l’arrivo imminente; e a motivo di questo arrivo
imminente non è più possibile ritardare il “raddrizzamento” della via del Signore.
2. La via del Signore.
- Il contenuto della predicazione di Giovanni è espresso con «Preparate la via del Signore, raddrizzate
i suoi sentieri» (Lc 3,4). Va notato che il testo non dice “preparate la via al Signore” (nel senso
di facilitare la sua venuta), ma “la via del Signore”. L’espressione odos kyriou è tipica per indicare
quell’insieme di norme, precetti, leggi, che costituiscono ciò che in senso largo viene chiamato torah
e che ci fa conoscere la volontà di Dio (Ger 5,4-5; Sal 18,21-22). Camminare nella via del Signore
significa agire in conformità alla sua legge, significa quindi fare la Sua volontà. Anche il termine
“raddrizzare” fa riferimento a questo. Nei libri sapienziali si dice spesso che i malvagi camminano
per sentieri “contorti” (Pr 2,15; 21,8), mentre è il giusto che cammina nella via “diritta” (Sal
5,9; Pr 3,6; 11,5), perché la via diritta è quella del Signore (Os 14,10). Il Battista dunque non indica
qualcosa in funzione del Signore (cioè preparargli la strada), ma in funzione dei suoi ascoltatori (la
stessa idea appare nella prima lettura). Essi devono conoscere, capire, rendere diritta la via del Signore
(in funzione di loro stessi, perché ovviamente la via del Signore in se stessa è già diritta: Sal
19,9).
- Il verbo “raddrizzare” fa dunque riferimento a questo atteggiamento di ricerca della volontà di
Dio, senza distorcere le sue leggi; si tratta della sincera ricerca della verità. I profeti del passato
avevano rimproverato coloro che distorcevano il senso della legge per renderla più accomodante
(Ger 8,8; Mal 2,7-9). Si rimproveravano i sacerdoti, ai quali spettava l’interpretazione della torah
per far conoscere al popolo la volontà di Dio, di allontanarlo invece da essa. Gesù dirà esattamente
la stessa cosa ai farisei e agli scribi (Mc 7,6-8.13). Distorcere la via del Signore significa dunque
scambiare la verità con la menzogna. In At 13,8-12 Paolo, rimproverando il mago Elymas che cercava
di allontanare la gente dalla fede in Cristo, lo apostrofa dicendo: «Tu figlio del diavolo … non
la finirai di distorcere le vie diritte del Signore?». Chi distorce la verità è “figlio del diavolo” perché
questa è l’opera tipica del demonio (Gv 8,43-45). Per accogliere Cristo e credere in lui occorre dunque
essere disposti ad accettare la verità, qualsiasi essa sia. La “Via del Signore” in ultima analisi è
Cristo stesso.
3. La conversione.
- Per poter accogliere la salvezza occorre innanzitutto aver capito di averne bisogno, e in secondo
luogo che tale salvezza non ce la diamo da soli. Per capire – cosa assolutamente non scontata – che
abbiamo bisogno di salvezza occorre raddrizzare le vie del Signore. Spesso la volontà di Dio viene
piegata alla nostra volontà, viene confusa con i nostri desideri, viene contorta, adattata ai nostri
comodi. Si distorce la via di Dio quando si pretende di far passare per volontà di Dio i nostri peccati,
o comunque i nostri progetti; quando ad esempio ci si crea un cristianesimo “fai da te”, un cristianesimo
a modo nostro. Questo, oltre a stravolgere la verità delle cose, impedisce totalmente la
conversione, perché si adatta la volontà di Dio ai propri comodi, ai propri desideri, per giustificare
la propria condotta. La conversione, l’accoglienza del perdono e della salvezza, sono invece possibili
soltanto a partire dal riconoscimento del peccato; solo così si può accogliere il perdono. Per
questo «chi nasconde le proprie colpe non prospererà, ma chi le confessa e abbandona otterrà misericordia»
(Pr 28,13). Quando ci si è abituati da tanto tempo a chiamare bene il male, si finisce per
non distinguere più dove sta la verità. Perché se il nostro occhio è malvagio tutto il corpo è nella tenebra
(Mt 6,23); e se quello che crediamo sia luce è invece tenebra allora siamo destinati a sfracellarci.
Per questo occorre mettersi seriamente davanti a Dio, alla sua parola, e cercare sinceramente
le sue vie. Non ci può essere conversione senza una vera ricerca della volontà di Dio.
- Raddrizzare le vie di Dio significa dunque riconoscere la verità oggettiva delle cose come Dio ce
l’ha rivelata; riconoscere il bene e le nostre trasgressioni al bene. Il primo frutto di conversione sta
nel porsi sinceramente alla ricerca della verità, “con tutto il cuore” (Ger 29,13). In questo consiste
l’inizio della conversione. Una volta conosciuta la volontà di Dio, non significa che siamo già in
grado di compierla. Però attraverso tale conoscenza si scoprirà che le Sue vie sono quelle giuste e
non le nostre (cfr. Ez 18,25.29) e, avendo preso coscienza della perversione delle nostre vie, ci si
potrà mettere nell’atteggiamento di accoglienza di quella salvezza che Dio stesso ha provveduto attraverso
il suo Messia.
4. «Il contenuto fondamentale dell’Antico Testamento è riassunto nel messaggio di Giovanni Battista:
metanoeite - Convertitevi! Non c’è accesso a Gesù senza il Battista; non c’è possibilità di arrivare
a Gesù senza risposta all’appello del precursore» (CARDINAL JOSEPH RATZINGER, Giubileo dei
catechisti, 10 Ottobre 2000). La prima venuta di Cristo è stata preceduta da “Elia” che aveva lo scopo
di preparare la strada, di rendere pronto il popolo ad accogliere il Messia perché l’arrivo del Signore
non comporti una sciagura per il popolo (Mal 3,23-24); poiché il giorno del Signore sarà rovente
come un forno (Mal 3,19; 3,2). Anche l’ultima venuta di Cristo sarà preceduta da Elia (Mt
17,11). Ma anche la venuta intermedia di Cristo, quella che si attua durante la nostra storia esistenza,
viene preparata dal carisma profetico della Chiesa. La Chiesa continua sino alla fine dei tempi la
missione del precursore in favore degli uomini, perché essi riconoscano in Cristo il loro salvatore e
lo accolgano. Senza l’accoglienza di tale precursore non c’è possibilità di arrivare a Gesù.

Fonte:http://www.donmarcoceccarelli.it

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