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Don Paolo Zamengo"Le madri "

4° Domenica di Avvento (anno C) - 23 dicembre 2018
Le madri      Lc 1, 39-48a

Gesù non è ancora nato e non ha ancora un volto. Nessuno ancora lo ha ancora visto. Una sola creatura sa che lui c’è. Nessun dubbio l’ha sfiorata: crede, semplicemente crede. Per questo anche se invisibile, Gesù per lei esiste. Madre e figlio si comprendono e si accolgono reciprocamente.

Elisabetta, la cugina, anch’essa ha finito per credere malgrado i dubbi del marito Zaccaria. Ha concepito un figlio nella sua vecchiaia, senza saperne  molto di più, e fino quando Maria varca la porta della sua casa. Allora improvvisamente, ricolmata di Spirito santo, Elisabetta comprende perché il figlio che porta in seno ha come un sobbalzo di gioia nell’avvicinarsi dell’altro bambino e dell’altra madre.

Nessun altro ancora sa. Giuseppe e Zaccaria sono stati informati in modo un po’ frammentario da un angelo, ognuno per suo conto, e comunque l’uomo ne saprà sempre meno della donna sul figlio che essa porta nel suo grembo.

Dio è presente ma ancora nascosto nell’intimità di una donna, circondato da mille attenzioni già materne, accolto con tutto l’amore di cui una madre è capace. Dio ora ne ha bisogno per esistere come uomo, ha bisogno di quell’amore e di quella fede. “Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore ha detto”.

Maria ha creduto ed Elisabetta si è unita a lei nella sua fede. Entrambe sono ora capaci di vedere la presenza di Dio anche se ancora celata. Nel segreto del loro corpo e del loro cuore esse possono anticipare una prossimità e una intimità che gli altri conosceranno solo più tardi.

Questa esistenza nascosta di Gesù è durata solo nove mesi poi Gesù è nato, ha vissuto sulla terra e, infine, è salito al cielo. Tuttavia egli ci anche promesso che sarebbe rimasto per sempre in mezzo a noi ed entrambe le cose sono ugualmente vere. Gesù tornerà da noi ma è già segretamente presente come se fosse stato concepito al cuore del mondo, nel seno della nostra madre chiesa.

Pochi se ne accorgono e anche tanti di noi si comportano come se lui non ci fosse. Sono purtroppo molto rari coloro che, avendolo riconosciuto, cercano il raccoglimento e si immergono nella sua presenza. Eppure Gesù ci ha dato dei segni semplici e riconoscibili della sua presenza.

“Là dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro…Quello che avrete fatto al più piccolo dei miei, l’avrete fatto a me….Chi mangia la mia carne io dimoro in lui e lui in me”….E al ladrone che lo supplicava,  risponde: “Oggi stesso sarai con me in paradiso”.

Basta avere uno sguardo più attento e una po’ più di discernimento, vedremo la terra intera gravida della presenza di Gesù. E  il nostro stesso cuore, se lo apriamo a lui come fece la Vergine Maria all’annunciazione, diventa la sua dimora. “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”.

Se solo proviamo ad aprire il nostro cuore! La gioia dell’uomo, la nostra gioia, a misura della gioia di Dio. Ed è Natale tutti i giorni.


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