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don Roberto Seregni "A" come Amore


"A" come Amore
don Roberto Seregni  

III Domenica di Avvento (Anno C) - Gaudete 

  Visualizza Lc 3,10-18
"Che cosa dobbiamo fare?". Le folle, i pubblicani e i soldati vanno da Giovanni, nel deserto, svuotano nelle sue mani la loro confusione, il desiderio di trovare senso e un orientamento sulla vita. Anche nei miei pochi anni da prete ho sentito rivolgermi molte volte questa domanda, non ho mai trovato risposte fuori dal Vangelo.

La scorsa settimana Giovanni ci proponeva di attrezzare un cantiere in piena efficienza per raddrizzare sentieri, spianare montagne e colli, riempire burroni. A pochi versetti di distanza, Giovanni concretizza le esigenze dell'attesa e della conversione del cuore. Alle tre domande non risponde come un moralizzatore catastrofico e nemmeno propone una fuga dal "mondo malvagio". Le parole di Giovanni sono di un'attualità davvero disarmante! Ci sono molte persone che rinunciano anche solo all'idea della conversione, perché pensano che alcune situazioni della loro vita siano un vincolo: con questo lavoro non se ne parla..., in un posto come questo proprio non è possibile..., se fossi più giovane e più in forze magari...

Le risposte di Giovanni ci fanno invece intuire che è dentro la normalità e la quotidianità che deve prendere forma la conversione della vita per accogliere il Veniente. Il Battista non propone rivoluzioni di vita, ma una vita rivoluzionaria! Qui scopriamo la terza "A" del nostro Avvento: Amore. Quello proposto da Giovanni è ancora una forma iniziale, Gesù porterà a compimento le declinazioni dell'amore, ma occorre partire da qui: condividere il cibo e i vestiti; le tasse non devono essere calcolate in base all'avidità, ma in modo giusto, rispettoso di tutti; i soldati devono fare il loro dovere, senza approfittare della loro forza per arrotondare gli stipendi a scapito della povera gente. E' nella quotidianità della nostra attesa che può prendere forma una vita rivoluzionaria. E' l'Amore che può aprire il cuore al Veniente. E' l'Amore che può trasformare il luoghi della grigia monotonia quotidiana, in un arcobaleno di possibilità nuove per vivere come testimoni dell'Atteso. E' l'Amore che può trasfigurare i fratelli e le sorelle che abbiamo vicini, che può cambiare il nostro sguardo su di loro.

Coraggio, cari amici, lasciamo che lo Spirito e il Fuoco sciolgano il gelo delle nostre mediocrità e delle nostre piccolezze. Ripartiamo dalla "A", dall'inizio, dalla forza immortale della vita: dall'Amore.

Buona settimana


don Roberto

Fonte:www.qumran2.net


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