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Don Paolo Zamengo"L’oggi di Dio "

L’oggi di Dio        Lc 4, 21-30
IV Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) 

La gente aveva gonfiato il petto d’orgoglio. Il ritorno a casa di Gesù aveva creato l’illusione che Nazareth fosse il centro del mondo. Non avevano digerito il fatto che Gesù avesse spostato nella citta di  Cafarnao il centro della sua azione.

Finalmente Gesù rientrava dunque a casa, carico di gloria, dopo i miracoli operati altrove. I suoi concittadini pregustavano gli onori dei telegiornali del tempo.  Nella sinagoga tutti si aspettavano scuse almeno di circostanza, parole morbide, promesse rassicuranti. E, invece, niente. Solo parole di sfida, parole ruvide.  E per di più, proprio nella sinagoga di Nazareth, Gesù dice cose inaudite.  E proprio su Dio.

Sentite cosa Gesù si permette di dire: Dio ama. Dio ama tutti. Dio ama come un padre. Ama soprattutto i poveri, gli ultimi e li vuole liberare da ogni schiavitù, da ogni malattia del cuore.

Gesù spiazza tutti. A Nazareth va in onda la morte di Dio, di “quel” Dio. Gesù manda in frantumi l’idea che, per secoli, si erano fatti di Dio.  Un Dio giustiziere, vendicativo, arrabbiato

Saltano i loro calcoli e le loro previsioni. Gesù non compie e non vuole compiere a Nazareth i miracoli di Cafarnao. Ma c’è di più: Gesù taglia con il passato.  I dodici discepoli vengono tutti da fuori, nessuno da Nazareth. E nella carta di identità di Gesù la residenza è il mondo.

Non ci sono miracoli perché c’è presunzione, non fede. E poi i miracoli non sono il centro della fede ma Dio.  Il mondo è già pieno di miracoli ma non bastano mai per chi ha il cuore duro. La gente di Nazareth ha aperto a Gesù le porte della città ma tiene ben chiuse a chiave le porte del cuore.

Perciò Gesù rincara. È più facile cercare l’emozione che la conversione. E’ più comodo rincorrere l’emotività che la verità.  Allora gli abitanti di Nazareth, inferociti, tentano di ucciderlo. Gesù li ha offesi a morte.

Così inizia per Gesù la sua “Via Crucis”. La prima tappa è il tentativo di Erode, quando Gesù era appena nato, e continua ora a Nazareth ma la via Crucis avrà il suo culmine a Gerusalemme.  E’ molto facile voler uccidere Dio.

Sempre più spesso gli uomini gli muovono guerra ma lui vincerà. Non per la sua potenza ma per il suo invincibile amore. Gesù non si lascia catturare da quelli di Nazareth che lo vogliono scaraventare giù dalla rupe. Gesù se ne va, passando in mezzo a loro. 

Questo è un vero gesto di misericordia. Lui, signore del sabato, dona ancora tempo. Tempo a disposizione perché Gesù spera in un ritorno a lui del cuore, del nostro cuore.

Non scenderà, infatti, un giorno, dalla croce. Questa è la sua mite e regale misericordia. Questo è il grande miracolo compiuto a Nazareth, anche per noi. “Perché la carità tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine”. Questo è l’oggi di Dio che vince il mai dell’uomo.     



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