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PANE QUOTIDIANO, «TU SEI IL FIGLIO MIO, L’AMATO: IN TE HO POSTO IL MIO COMPIACIMENTO»


La Liturgia di Domenica 12 Gennaio 2019  VANGELO (Lc 3,15-16.21-22) COMMENTO:+ Rev. D. Joan BUSQUETS i Masana  (Sabadell, Barcelona, Spagna)

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro 
se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore

«Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»
+ Rev. D. Joan BUSQUETS i Masana 
(Sabadell, Barcelona, Spagna)
Oggi contempliamo Gesù già adulto. Il bambino del Presepio si fa uomo completo, maturo e rispettabile, e arriva il momento nel quale deve lavorare nell’opera che il Padre le ha confidato. È così come lo troviamo nel Giordano nel momento di iniziare questo lavoro: uno in più nella fila di quei contemporanei suoi che andavano ad ascoltare Giovanni e a chiedergli il bagno del battesimo, come segno di purificazione e rinnovazione interiore.

Lì, Gesù è scoperto e segnalato per Dio: «stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento» (Lc 3,21-22). È la fase preparatoria del gran cammino che è disposto a intraprendere e che lo porterà fino alla Croce. Ê il primo atto della sua vita pubblica, la sua investitura come Messia.

È anche il preludio del suo modo di fare: non agirà con violenza, ne con gridi e asprezze, ma con silenzio e soavità. Non taglierà la canna spaccata, ma l’aiuterà a mantenersi forte. Aprirà gli occhi ai ciechi e libererà i prigionieri. I segni messianici che descriveva Isaia, si compieranno in Lui. Noi siamo i beneficiari di tutte queste cose perché, come leggiamo oggi nella carta di san Paolo: «Egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente (...) perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna» (Tit 3,5-7).

La festa del battesimo di Gesù deve aiutarci a ricordare il nostro proprio Battesimo e gli impegni assunti per noi dai nostri genitori e padrini al presentarci nella Chiesa per farci discepoli di Gesù: «Il Battesimo ci ha liberato da tutti i mali, che sono i peccati, però con la grazia di Dio dobbiamo compiere tutto il bene» (San Cesareo di Arles).

La voce di un grande Vescovo e Martire antico
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