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PANE QUOTIDIANO,«NESSUN PROFETA È BENE ACCETTO NELLA SUA PATRIA»


La Liturgia di Domenica 03 Febbraio 2019  VANGELO (Lc 4,21-30) COMMENTO:P. Pere SUÑER i Puig SJ (Barcelona, Spagna)
In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi
avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
Parola del Signore



«Nessun profeta è bene accetto nella sua patria»
P. Pere SUÑER i Puig SJ 
(Barcelona, Spagna)
Oggi, in questa quarta domenica del tempo ordinario, la liturgia continua a presentarci Gesù parlando nella sinagoga di Nazaret. Si unisce al Vangelo di domenica scorsa in cui Gesù leggeva nella sinagoga la profezia di Isaia: «Lo spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a proclamare ai prigionieri la liberazone (...)» (Lc 4,18-19). Gesù, al finire la lettura, afferma, senza reticenze, che questa profezia si compie in Lui.

Il Vangelo commenta che la gente di Nazaret si meravigliava che dalle Sue labbra uscissero quelle parole di grazia. Il fatto che Gesù fosse ben conosciuto dai nazareni, poiché era vissuto fra di loro durante l’infanzia e la gioventù, non facilitava la loro predisposizione ad accettare che fosse un profeta. Ricordiamo la frase di Natanaele: «Da Nazaret può venire qualcosa di buono?» (Gv 1,46). Gesù rimproverava la loro incredulità, ricordando che: «Nessun profeta è benaccetto nella sua patria» (Lc 4,24). E pone a loro l’esempio di Elia e di Eliseo che fecero miracoli per i forestieri ma non per i loro concittadini.

D’altra parte la reazione dei nazareni fu violenta. Volevano precipitarlo nel vuoto. Quante volte pensiamo che Dio deve svolgere le Sue azioni salvatrici adeguandosi ai nostri grandiloquenti criteri! Ci offende che Lui si valga di ciò che noi consideriamo cose di poco conto. Vorremmo un Dio spettacolare. Ma questo è proprio del tentatore che dall’alto della cima dice; «Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù di qui» (Lc 4,9). Gesù si è rivelato come un Dio umile: il Figlio dell’uomo «non è venuto a farsi servire, ma per servire» (Mc 10,45).ImitiamoLo! Non è necessario, per salvare le anime, essere grandi come San Francesco Saverio. L’umile Teresa del bambino Gesù è una sua pari, quale patrona delle missioni.


Padre Lino Pedron
La Scrittura si compie sempre "oggi" e negli "orecchi" di chi ascolta
Il modo in cui Gesù ha scandalizzato i "suoi" di allora è identico a quello con cui scandalizza i "suoi" di oggi. La tentazione di addomesticare Cristo è di tutti e di sempre, ma Gesù non si lascia intrappolare: o lo si accoglie nel modo giusto o se ne va.



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