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Sant' Ambrogio"Conoscere la propria anima"

Sant' Ambrogio Hexaemeron, 6, 50
2. Conoscere la propria anima

Conosci dunque te stessa, o anima bella: tu sei l`immagine di Dio. Conosci te stesso, o uomo: tu sei la gloria di Dio. Ascolta in qual modo ne sei la gloria. Dice il Profeta: "La tua scienza è divenuta mirabile provenendo da me", cioè: nella mia opera la tua maestà è piú ammirabile, la tua sapienza viene esaltata nel senno dell`uomo. Mentre io considero me stesso, che tu cogli anche nei pensieri segreti e negli intimi sentimenti, io riconosco i misteri della tua scienza.
Conosci dunque te stesso, o uomo, quanto grande tu sei e vigila su di te perché, una volta o l`altra, incappando nei lacci del diavolo che ti dà la caccia, tu non ne divenga preda, perché tu per caso non finisca nelle fauci di quel tetro leone che ruggisce "e va in giro cercando chi divorare". Bada a te, considerando che cosa in te entra, che cosa ne esce. Non parlo del cibo, che viene digerito ed espulso, ma parlo del pensiero, alludo alle parole. Non entri in te il desiderio del talamo altrui, non si insinui nella tua mente; il tuo occhio non rapisca, il tuo animo non chiuda in sé la bellezza d`una donna che passa; la tua parola non escogiti trame di seduzione, non le conduca innanzi con l`inganno, non ricopra il prossimo con maldicenze calunniose. Iddio ti ha fatto cacciatore, non conquistatore; egli che ha detto: "Ecco mando molti cacciatori", cacciatori non di colpe, ma di perdono, cacciatori non di peccati, ma di grazia. Tu sei pescatore di Cristo, al quale si dice: "Da questo momento darai la vita agli uomini". Getta le tue reti, getta i tuoi sguardi, getta le tue parole, cosí da non opprimere nessuno, ma da sostenere chi vacilla. "Bada", dice, "a te stesso". Sta` saldo per non cadere, corri in modo da guadagnare il premio, gareggia così da resistere sino alla fine, perché la corona è dovuta soltanto a un combattimento regolare. Tu sei un soldato: spia con attenzione il nemico, perché di notte non strisci sino a te; sei un atleta: sta` piú vicino all`avversario con le mani che con il volto, perché non colpisca il tuo occhio. Lo sguardo sia libero, astuto l`incedere per stendere a terra l`avversario quando ti si precipita contro, per serrarlo fra le braccia quando si ritrae, per evitare le ferite con la vigilanza dello sguardo, per impedirle assalendolo con decisione. Se poi sarai ferito, bada alla tua salute, corri dal medico, cerca il rimedio della penitenza.
Bada a te stesso, perché hai una carne pronta a cadere. Venga a visitarti, medico buono delle anime, la parola divina, sparga su di te gli insegnamenti del Signore come rimedi salutari.
Bada a te stesso, perché le parole celate nel tuo cuore non siano inique; serpeggiano infatti come veleno e causano contagi mortali. Bada a te stesso, per non dimenticare Iddio che ti ha creato e non pronunciare inutilmente il suo nome.

(Ambrogio, Hexaemeron, 6, 50)




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