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p. José María CASTILLO, "GESU’ FU GUIDATO DALLO SPIRITO NEL DESERTO E TENTATO DAL DIAVOLO "

I QUARESIMA - 10 marzo 2019 - Commento al Vangelo
GESU’ FU GUIDATO DALLO SPIRITO NEL DESERTO E TENTATO DAL DIAVOLO 

di p. José María CASTILLO

Lc 4,1-13
[In quel tempo] Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame.
Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
    1. La prima cosa che qui bisogna considerare è che il racconto delle tentazioni non ha valore storico. È quello che nel giudaismo si chiama una haggadá (F. Bovon), una narrazione che contiene un insegnamento che serve come norma nella vita. In questo caso non si tratta semplicemente del fatto che il diavolo possa tentarci per fare il male. Così come viene fuori l’attività del diavolo, in questo racconto non chiede a Gesù che faccia del male a qualcuno. Tutto il contrario: che ci sia pane, che Gesù abbia potere e gloria nel mondo e che tra ali di angeli cada come piovuto dal cielo. Ci può essere una cosa migliore di tutto questo? In cosa consiste qui la tentazione?
    2. È curioso che i buoni commenti generali ai vangeli di Matteo e Luca, che sono quelli che contengono quest’episodio, non spiegano il senso profondo di questo racconto fondamentale nel progetto di vita proposto dai due vangeli. Se non mi sbaglio, a mano a mano che passano gli anni ed i secoli, noi cristiani possiamo avere più elementi di giudizio per comprendere e spiegare il livello straordinario di questo strano racconto. Con la prospettiva del tempo e dei secoli scopriamo la portata del Vangelo. Dove ed in cosa sta la chiave di tutto quello che qui ci viene detto?
    3. Spesso si prende tra le mani F. Dostoevskij (Fratelli Karamazov, V,5). In quest’haggadá questo è per noi il significato, che la più grande perversione del Vangelo che si possa fare in questo mondo consiste nel presentare l’opera ed il messaggio di Gesù in tre cose: “miracoli”, “misteri” ed “autorità”. E’ ciò che ha fatto la Chiesa servendosi del Vangelo o spiegandolo a partire da queste tre parole e dal loro contenuto. Così il Vangelo è stato emarginato e praticamente annullato e lo abbiamo messo nelle mani di vescovi, preti e frati. A volte protestiamo contro di loro, ma ci va bene il consegnare loro la nostra libertà. In questo modo ci va bene la religione e ci siamo liberati del carico che suppone il Vangelo. Voglio dire: la religione non trasforma questo mondo ed il Vangelo non ci rende più umani e più felici. Aspettiamo e desideriamo che il papa sistemi tutto, ma questo non si mette a posto cambiando il papa ma cambiando noi stessi. Sta succedendo che non vogliamo fare quest’ultima cosa, sebbene pensiamo altre cose che non servono a nulla.


Fonte:www.ildialogo.org


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