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Don Paolo Zamengo, "La pasqua è inarrestabile"

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II Domenica di Pasqua (Anno C) (28/04/2019)
La pasqua è inarrestabile 
 Gv 20, 19-31


Abbiamo chiamato “santa” la settimana da poco conclusa ma è tutta popolata da gente guasta: Pilato, Erode, Caifa, Barabba, Pietro, Giuda. Falsi testimoni, capi-popolo, soldati, farisei, sommi sacerdoti. Processi, processioni, procedimenti. Sembra la cronaca di rubinetti dalle guarnizioni guaste, fa acqua da tutte le parti: truffe, baratti, agguati, ricatti, violenza e bestemmie, crudeltà.

Ma nulla può opporre resistenza a Gesù risorto, alla sua Resurrezione. Né le porte chiuse né la paura degli apostoli né l’incredulità disincantata di Tommaso che mette in ridicolo chi ha creduto.

Giovedì, venerdì, sabato, “santi”, tre giorni, 72 ore. La prognosi è riservata, recitano i bollettini medici.  Decisive saranno le prossime 72 ore. Sono state decisive quelle nostre 72 ore? 

La Pasqua è irresistibile, la Pasqua è inarrestabile. La sua forza prevale su tutto e un giorno spazzerà via, anche per noi, tutti gli ostacoli. La vita nuova esplode dalla tomba aperta e si riversa sul mondo e si diffonde, attraverso le ferite, ora non più sanguinanti ma gloriose, del corpo risorto di Gesù.   Nulla può costituire un ostacolo, neanche il peccato, perché Gesù ha donato il suo spirito agli apostoli che, a loro volta, non smettano di donarlo. 

Nemmeno la morte può costituire un ostacolo perché la croce di Gesù l’ha radicalmente trasformata  in un cammino trionfale verso la vita. E lo stesso si può dire per il nostro inveterato scetticismo, la diffidenza congenita, l’incredulità desolante. Atteggiamenti che sono stati anche di uno dei dodici.

Tommaso si intestardisce nel dubbio e lo scambia per lucidità, tanto quanto gli altri si mostrano follemente attratti e conquistati dal Signore.  Per Tommaso nulla è più irritante della fede entusiasta e travolgente. Tommaso li conosce fin troppo bene e non crede alle loro parole, non lo vuole.  E quando insistono, Tommaso impone le sue condizioni. 

Dicono di aver riconosciuto Gesù dalle piaghe nelle mani e nel costato? Bene, lui esige di costatare l’incredibile.   Vuole un altro processo. Che il risorto si presenti davanti a lui perché  vuole verificare. Ma è proprio il mestiere di Gesù riparare i guasti, accendere la luce e spegnere il buio.

E accetta la sfida. La sua risurrezione non conosce limiti. Può permettersi un nuovo miracolo e Gesù lo fa. La Pasqua è inesauribile perché una Chiesa arroccata è una Chiesa senza fede.   Gesù ha fatto meno fatica ad uscire dal sepolcro che a entrare nelle vite chiuse dei suoi discepoli.

Gesù continua a vivere tra noi e la potenza della sua Pasqua è appena scalfita da venti secoli di storia. Gesù è sempre attivo nonostante le porte chiuse o i nostri muri, messi tra noi e lui, tra noi e gli altri. Davvero la Pasqua è infaticabile.

Un Tommaso  ci sarà sempre  tra noi, all’esterno della chiesa e talvolta anche all’interno della chiesa. Ogni Tommaso incredulo o dubbioso ha la sua strada da percorrere, per il tempo che gli serve, ma, fortunatamente, sulla sua strada, un giorno, incontrerà le piaghe vivificanti di Cristo.

Come è accaduto a Tommaso, ognuno sarà toccato e incontrerà Gesù in modo assolutamente inedito. L’incontro tra la nostra poca fede e Gesù è speciale e fonte di gioioso stupore.

C'è un filo d'oro nascosto in ogni storia. Servono occhi disposti a vederlo e a credere. Molti scrivono la propria biografia, convinti di avere vissuto fatti degni di essere raccontati. Altri non ci pensano affatto.  Pietro ci racconta le sue lacrime, il buon ladrone la sua preghiera, Tommaso la sua fede finalmente.

È tutta qui la settimana santa. Non conta ciò che abbiamo fatto a Dio ma conta che Dio è venuto a cercarci per sgomitolare il filo d'oro che era sepolto in ognuno di noi.  È stato Gesù a dirlo e non solo per Tommaso ma anche per chi, come noi, spesso, in difficoltà a credere. “Perché mi hai veduto, Tommaso, hai creduto. Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto”.

Ho definito la Pasqua con 4 aggettivi: irresistibile, inarrestabile, inesauribile, infaticabile.  Non bastano, mancano i vostri. Come è stata la vostra Pasqua?


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