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MACHETTA Domenico SDB, "Gesù e l'adultera"

5a Domenica di Quaresima Anno C | Appunti per Lectio
Gesù e l'adultera

1ª LETTURA: Is 43,16-21
L'aggettivo di questa domenica è "nuovo". "Non ricordate più le cose passate". Quando Dio interviene, crea sempre. Il verbo creare, che ha solo Dio come soggetto, non significa solo fare dal nulla, ma fare una cosa nuova. Che cosa significa nuovo? Significa che non è quello di prima, non è una cosa aggiustata, è una cosa nuova, inedita. Si parla qui di un popolo nuovo. Ma questa novità suppone un taglio. Il pentimento suppone un taglio sanguinoso. La Chiesa è chiamata a tagliare con il paganesimo, con l'idolatria del mondo. "Aprirò nel deserto una strada". Per noi la strada, la via è una persona viva, Gesù, il Cristo.
"Il popolo che ho plasmato per me celebrerà le mie lodi": è lo scopo della vita. "Lascia partire il mio popolo, perché venga a celebrarmi una festa nel deserto", dice Dio al faraone attraverso Mosè. Lo scopo di ogni liberazione, anche politica, è il servizio di Dio. Se un popolo, liberato dalla schiavitù, non celebra il Signore, provocherà nuove schiavitù: chi era schiavo diventerà tiranno. La libertà è frutto della lode di Dio. Un popolo nuovo dà lode al Signore.

VANGELO: Gv 8,1-11

Si sa che questo brano non è di Giovanni, sembrerebbe piuttosto di Luca. Nonostante tutto, ci sta bene, è una felice inserzione, perché ci sono dei temi cari a Giovanni. Comunque è stato messo nell'anno di Luca, con intelligenza spirituale.
Gesù insegnava nel tempio. Ogni sera se ne andava dagli amici di Betania o pernottava nelle grotte al monte degli ulivi. Al mattino (manicabat) ritornava al tempio, mentre la gente ricominciava ad affluire. In attesa delle funzioni, Gesù parlava con la gente e insegnava, seduto su uno dei muretti di raccordo fra i grandi colonnati.

Ma ecco che improvvisamente viene coinvolto in una scena disgustosa. Una donna sorpresa in adulterio viene trascinata da un gruppo di scribi e farisei davanti al Sinedrio per essere giudicata. La prospettiva è la lapidazione, anche se la legge di Mosè non era così precisa. Comunque ai tempi di Gesù la prassi era quella. I Giudei di per sé, sotto i Romani, non avevano diritto di mettere a morte nessuno (18,31), però, soprattutto in certi momenti di festa, in mezzo a tanta gente, un linciaggio non era una cosa rara. Da un po' di tempo cercano di far fuori Gesù: questa è un'occasione per dimostrare la sua ostilità nei confronti della legge. L'intento è molto chiaro: poter accusare, insieme alla donna, anche Gesù, davanti al Sinedrio. Attenzione allora.
"Tu che ne dici?". Silenzio di tomba. La reazione di Gesù li smonta tutti. Chinatosi, si mise a scrivere per terra. Quelli insistono. Alzato il capo disse: "Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei". E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. È l'unico scritto di Gesù, portato via dal vento! Gesù scrive sulla polvere. Niente per le case editrici. Cosa avrà scritto? Nessuno lo saprà mai. Secondo alcuni padri della Chiesa potrebbe aver scritto i peccati di quella gente. Comunque sia, conosciamo l'effetto di quello scritto, e qualcosa ci è dato di sapere: c'è una relazione tra quello scritto e la reazione della gente. Se ne vanno uno per uno a cominciare dai più anziani.
Un episodio di indescrivibile bellezza, tra i più commoventi della Bibbia. Non si sa come sia finito a questo punto del Vangelo di Giovanni. Qualcuno lo pone dopo Lc 21,38. Comunque non ne esce disturbato il Vangelo di Giovanni, anzi forse è anche di ispirazione divina la collocazione. Gesù sta promettendo lo Spirito Santo: e non è lo Spirito del perdono?

Don Domenico MACHETTA

Fonte:http://www.donbosco-torino.it


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