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p. José María CASTILLO, "VIENE GESU’, PRENDE IL PANE E LO DA’ A LORO, COSI’ PURE IL PESCE"

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III DOMENICA DI PASQUA – 5 maggio 2019 - Commento al Vangelo
VIENE GESU’, PRENDE IL PANE E LO DA’ A LORO, COSI’ PURE IL PESCE

di p. José María CASTILLO

Gv 21,1-19

[In quel tempo] Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti. Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
La Chiesa ci ricorda in questo vangelo l’ultima apparizione del Risorto ad un piccolo gruppo di discepoli vicino al lago di Galilea. Ma la conclusione finale è il mandato che Gesù dà a Pietro perché sia il pastore attento e vigilante del gregge che è la Chiesa. Fino alla fine del grande racconto dei vangeli emerge con chiarezza che fino all’ultimo episodio la figura di Pietro emerge sugli altri. Segnale inequivocabile del fatto che la tradizione cristiana ha sempre visto in questo discepolo la figura di un leader per la comunità dei seguaci di Gesù.
Emerge con chiarezza anche l’esemplarità di questa figura di Pietro ed il suo ruolo di modello nella comunità dei credenti. La Chiesa ne ha sempre avuto coscienza, con tutte le sfumature necessarie per questo fatto nel suo insieme. Ciò vuole dire che il vincolo dei credenti con Gesù è e sarà sempre associato all’esemplarità ed al ruolo di Pietro e dei suoi successori nella Chiesa. Questo è fondamentale per vivere nell’integrità della fede in Gesù il Signore.
Però in tutto ciò c’è un dato fondamentale. La responsabilità imposta da Gesù a Pietro è (e sarà) sempre una responsabilità legata alla triplice risposta che viene prima del conferimento di questa responsabilità. È la risposta dell’amore preferenziale. Il papato non è legato al potere, ma all’esemplarità dell’amore.
Ma l’aspetto più importante è che l’ultima e definitiva parola detta da Gesù a Pietro è il termine chiave del Vangelo: seguimi. È la prima e ultima parola detta a Pietro (Mc 1, 16-20 par; Gv 21,19) e in Pietro alla Chiesa tutta. Il centro del vangelo non sta nella Fede, sta nella sequela di Gesù.


Fonte:www.ildialogo.org/

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