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Don Attilio GIOVANNINI sdb"Cieli nuovi e terra nuova"

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5a Domenica di Pasqua - Anno C  Spunti per la Lectio
Cieli nuovi e terra nuova

Al popolo di Israele tornato dall'esilio il profeta Isaia prometteva che la sofferenza della schiavitù sarebbe stata dimenticata, perché ora iniziava una vita nuova:

*  Ecco, infatti, io creo cieli nuovi e nuova terra; non si ricorderà più il passato,
poiché si gioirà e si esulterà sempre di ciò che sto per creare:
farò di Gerusalemme una gioia, del suo popolo un gaudio. (Is 6617).
La nuova Gerusalemme sarà città della gioia, in cui non ci sarà più né lutto né pianto, perché sarà la città della giustizia; e sarà città della giustizia perché realizzerà l'Alleanza: ci sarà una nuova fedeltà a Dio, cui corrisponderà una sua più sensibile vicinanza. Un'Alleanza non più precaria per la debolezza e instabilità umana, ma resa stabile per intervento di Dio dentro l'animo delle persone. La gente riuscirà ad ascoltare Dio e a far conto su di lui e a onorarlo con sincerità. E allora tutte le cose andranno secondo il suo progetto perfetto.
Così prometteva il profeta, e pareva un sogno. Intanto però le sue parole avevano già un certo effetto. Non c'è dubbio infatti che il dopo esilio abbia segnato un grosso passo avanti nella fede di Israele: le sue concezioni religiose si sono affinate, sono nate correnti di pietà importanti, come gli anawim...
Tuttavia gli alti e bassi si sono susseguiti ancora. A momenti di fervore si alternavano momenti di rilassatezza e corruzione; a politiche di solidarietà si sovrapponevano usi disonesti e arroganti... La promessa rimaneva sempre realizzata a metà e anche meno. La sua attuazione era rimandata a un tempo a venire... finché è successo qualcosa che, secondo alcuni, ha cambiato tutto. Questo evento si chiama Gesù di Nazaret. La sua figura è stata indubbiamente eccezionale, il suo coraggio ineguagliabile. Ma ciò che ha costituito una totale rivoluzione è stato il suo "risorgere dai morti".
Questo ha trasformato di colpo tutta la storia. Esso ha segnato l'intervento massimo di Dio nel mondo. Anche se apparentemente il mondo andava avanti come sempre, nulla era più uguale, poiché davvero le menti e i cuori venivano cambiati, e si sperimentava la vicinanza di Dio in modo inedito.
Se Gesù era stato fatto fuori, la sua parola invece andava avanti in modo inarrestabile e veloce, e faceva nascere ovunque comunità di stile nuovo, con una qualità dei rapporti mai vista, tanto che si dovette trovare una parola nuova: carità.
Progressivamente la carità istituì un nuovo vivere sociale, dove le cose più disumane venivano eliminate, come la schiavitù, il divorzio, l'infanticidio, la prostituzione...
La rivoluzione della carità avanzava più o meno velocemente in base a quanto ci si credeva, poiché la nuova Alleanza fondata sulla risurrezione non metteva fuori gioco la libertà, anzi, la esigeva, come sempre quando si tratta di amore.
Sì, era un amore ricevuto, infuso, partecipato, e proprio per questo l'unico modo di ottenerlo era crederci. Aprire il cuore. Chi ci crede, attraversa tutte le ostilità e contraddizioni, trionfa di tutte le malvagità, e fa avanzare il mondo nuovo, la nuova Gerusalemme paradisiaca. E credere è facile dopo che Gesù è risorto, poiché con la risurrezione ha dimostrato che l'odio e la falsità non l'hanno sconfitto, non hanno cancellato il suo amore, anzi, l'hanno esaltato. La sua glorificazione ha comprovato che vale la spesa di amare anche quando non sei corrisposto, capito, apprezzato, anche quando sei crocifisso ma non permetti all'ira di dominarti. Allora tu sei il mondo nuovo, in cui il divino si manifesta e ti assicura che la gloria eterna di Gesù sarà anche la tua sorte.
Lo vediamo continuamente. Forse l'esempio più eclatante l'abbiamo nei tantissimi santi che sono comparsi nei campi di concentramento, come p. Massimiliano Kolbe, che ha profuso la carità fino al dono della vita. Il nazismo è crollato su se stesso, Massimiliano Kolbe rimane immortale e l'amore non è mai fermato.
Lo stesso lo abbiamo visto nelle prigioni comuniste, come ha mostrato il vescovo Van Thuan...

Don Attilio GIOVANNINI sdb

Fonte:http://www.donbosco-torino.it

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