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p. José María CASTILLO, "MENTRE LI BENEDICEVA VENIVA PORTATO VERSO IL CIELO"

ASCENSIONE DEL SIGNORE – 2 giugno 2019 - Commento al Vangelo
MENTRE LI BENEDICEVA VENIVA PORTATO VERSO IL CIELO

di p. José María CASTILLO

Lc 24, 46-53
[In quel tempo] Gesù disse loro (=ai suoi discepoli): «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.
La festività dell’Ascensione per alcune persone può essere una commemorazione ingannevole. Certo, questo giorno ci ricorda l’esaltazione di Gesù. Ma non si deve mai intendere questa celebrazione come il superamento dell’«umano» per trascendere ad un piano superiore, che sarebbe il piano del «divino». Gesù risorto e glorificato continua ad essere la pienezza dell’umano e continua ad essere l’immagine del divino incarnato nell’umano. Gesù continua ad essere umano e divino. Ma per noi uomini Gesù glorioso continua ad essere la manifestazione del Trascendente nell’immanente. Gesù non se n’è andato in cielo perché sollevassimo i nostri occhi dalla terra. Per questo solo sulla terra ed a partire dalla nostra condizione terrena che possiamo pensare a Dio e parlare di Dio. E questo è possibile perché Gesù, essendo glorificato, continua ad essere umano.
Questa festa non vuole dirci che in questo giorno si ricorda l’entrata di Gesù nella gloria del Padre. Questo è successo lo stesso venerdì Santo nel momento di morire. E neanche si deve interpretare questa festa come la «sostituzione» di Gesù con lo Spirito, come immagine e rivelazione di Dio in questo mondo. No, Gesù continua ad essere sempre e fino alla fine dei tempi immagine della presenza di Dio tra gli uomini. La missione dello Spirito è darci la forza di cui abbiamo bisogno perché questo ricordo di Gesù e la presenza di Dio siano sempre qualcosa di attuale e di presente nel mondo.
Questa festa ci dice che Gesù è il centro dei tempi. Le cose antiche oramai sono passate. Ci resta solo la forza dello Spirito, che ci ricorda e rende attuale questa centralità della presenza umanizzata di Dio in tutto ciò che di umano, bello, felice e piacevole possiamo trovare in questo mondo. In questo senso – e solo in questo senso – si può affermare ciò che non pochi teologi (seguendo H. Conzelmann) hanno affermato, cioè che Gesù è “il centro del tempo”. È il centro in quanto in lui si uniscono la pienezza dell’umano con la pienezza del divino.


Fonte:www.ildialogo.org/

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