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D. Severino GALLO sdb, "EUCARISTIA: CIBO DELL'ANIMA "

Corpus Domini - Anno C Omelia
EUCARISTIA: CIBO DELL'ANIMA 


       SCUOLA DI CARITÀ' PROVOCAZIONE AL SACRIFICO
"Corpus Domini", festa dell'amore di Gesù!

Come potremo solennizzare degnamente questo giorno? Certo nessuna parola può adeguarsi al sublime oggetto della nostra celebrazione e sarebbe meglio sprofondarsi in un adorante silenzio, oppure, come ha fatto San Tommaso d'Aquino, abbandonarsi alla piena dell'onda poetica e cantare...
Noi invece balbetteremo umilmente qualche parola...

"Vere dignum et iustum est...: è veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre Santo..."
La Chiesa è Maestra di pietà e perciò ci conduce spesso al Padre per ringraziarlo dei suoi doni: il dono del Figlio Salvatore, il dono della Redenzione , il dono dello Spirito, il dono della Chiesa, il dono della vita filiale divina, il dono dell'eredità futura.

Nella festa del Corpo e del Sangue del Signore la Chiesa ci porta a ringraziare il Padre per il dono più sublime, che contiene tutti gli altri doni divini, cioè il dono della Santissima Eucaristia.

L'EUCARISTIA E' VERAMENTE IL COMPENDIO DI TUTTI I DONI DIVINI

Ed è facile dimostrarlo. Infatti:

1. L'Eucaristia ci dà Gesù realmente presente, come Dio e come uomo.

Non un quadro, una statua, ma Gesù in persona. Il Padre ha tanto amato il mondo da dargli il Suo Unigenito nell'Incarnazione. Nell'Eucaristia, il Padre fa il dono del suo Unigenito incarnato ad ogni singola anima, in ogni luogo e in ogni tempo. <Mediante l'Eucaristia Gesù è realmente con noi, "tutti i giorni fino alla consumazione dei secoli".

2. Con l'Eucaristia il Padre ci dà il sacrificio redentore di Gesù, che diventa, nella Messa, presente in ogni tempo e in ogni luogo per effondere su tutti e sempre quel Sangue purificatore e quell'acqua di vita eterna, scaturita dal Cuore di Gesù trafitto sul Calvario.

3. Mediante l'Eucaristia, pane di vita, Gesù ci trasforma in Lui e ci comunica la sua vita di figlio del Padre: "chi mangia di me, vive di me e per me".

4. Mediante l'Eucaristia, ricevuta nella S. Comunione, Gesù ci comunica una specialissima presenza inabitatrice del Padre e dello Spirito Santo, perché dove c'è il Figlio, c'è pure il Padre, c'è pure lo Spirito Santo, che vivono la stessa vita divina.

5. Mediante l'Eucaristia, Gesù Capo, ci dà la sua Chiesa e ci fa vivere più intimamente la vita della Chiesa: noi tutti, che siamo molti, formiamo un solo corpo, perché ci nutriamo di un solo pane vivo, che è Gesù Signore.

6. Con l'Eucaristia Gesù ci dà la certezza della vita eterna e della gloriosa risurrezione finale: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno".

7. Dobbiamo perciò ringraziare Gesù per l'inneffabile suo dono!

a) Gesù ha detto dello Spirito Santo: "Egli mi glorificherà, perché riceve del mio" (Gv. 16,1\4).
Lo Spirito Santo è l'infinita glorificazione di Gesù, perché tutto quello che è ed ha, lo riceve da Gesù, e per mezzo di Gesù, dal Padre.
b) Sul piano finito, queste parole valgono anche per noi: tutta la nostra vita deve essere una glorificazione di Gesù, perché la nostra vita cristiana e religiosa deriva da Lui, nostro alimento divino mediante la Santissima Eucaristia.

DOBBIAMO VALORIZZARE IL DONO IMMENSO DELLA SANTISSIMA EUCARISTIA

1. Chiediamo pertanto a Gesù che tutti i Sacerdoti del mondo siano davvero i ministri dell'Eucaristia: è il loro ufficio principale, è il loro fondamentale apostolato: portare l'Eucaristia a tutti e portare tutti all'Eucaristia.

2. Chiediamo per noi e per tutti una struggente passione verso l'Eucaristia e Gesù ce la concederà, perché Egli ha detto di essere venuto a portare sulla terra il fuoco della carità e di desiderare arde ardentemente che questo fuoco si accenda.
Ora, solo gli apostoli dell'Eucaristia possono incendiare il mondo, con la carità di Gesù e trasformare l'éra atomica in éra di carità.

3. Un giorno Gesù disse a Santa Margherita Maria Alacoque: "E' tale il mio desiderio di venire a te nella S. Messa e nella S. Comunione, che se non avessi istituito l'Eucaristia, la istituirei per te, per avere la gioia di comunicarmi a te".
Non deludiamo quindi il desiderio di Gesù: andiamo a riceverlo spesso.

4. Prima di istituire l'Eucaristia nel Cenacolo, Gesù pensò anche a ciascuno di noi, la istituì per ognuno di noi.
Facciamo in modo che Gesù non si penta mai di questo dono che ci ha fatto. Diamogli la gioia di vedersi corrisposto, mediante la nostra devozione eucaristica, che la solennità odierna deve ravvivare per renderla passione struggente della nostra vita.
Dobbiamo riconoscerci in quella turba affamata che seguiva Gesù, desiderosa di nutrirsi della sua parola. Quasi a premiare la fedeltà di quella moltitudine, Gesù interviene miracolosamente e sazia la sua fame materiale.
Quel pane moltiplicato è simbolo del pane eucaristico moltiplicato quotidianamente sui nostri altari per la nostra fame.

Sentiamo davvero questa fame spirituale di Gesù? Ci sentiamo spinti verso di Lui nella Santissima Eucaristia?
Gesù vuole essere il nutrimento delle nostre anime, il pane per la nostra fame.
Gesù ci chiama alla Comunione: "Prendete e mangiate... Prendete e bevete...".
Egli ci ama troppo, è per questo che vuole donarci tutto Se stesso.
Nella Comunione diventiamo "concorporei e consanguinei di Gesù" (San CIRILLO di Gerusalemme).
Nella Comunione Gesù ci assimila a Sé , alle sue virtù, alla sua grazia, alla sua potenza, alla sua gloria.
L'Eucaristia è scuola di carità, di amore verso il nostro prossimo, specialmente il più bisognoso.


Nel suo libro intitolato: "Mi chiamano Padrelardo", P. WERENFRIED van STRATEN racconta che una Domenica egli aveva predicato sette volte in una chiesa di Coblenza.
Anche dopo l'ottava predica, finita la Messa vespertina, fece la questua per l' "Aiuto alla Chiesa del silenzio". Più tardi trovò nel cestino delle offerte una busta con una chiave d'automobile e una lettera che diceva:
"Reverendo Padre, anche stamattina ho ascoltato la sua predica e ho fatto la Comunione. Sono tornato questa sera spinto dalla mia coscienza. Mio padre è ricco e mi ha regalato una Volkswagen. Penso che non ho il diritto di tenerla per me. La prego di mandarla a un Sacerdote povero in Iugoslavia.
Nella busta c'è la chiave. La macchina è parcheggiata davanti alla chiesa e reca la targa: K.O... Dentro c'è il biglietto di circolazione. Non cerchi di mettersi in contatto con me; la sinistra non deve sapere quello che fa la destra. Preghi affinché Dio mi conceda la grazia di poter un giorno diventare anch'io Sacerdote...".
Come vedete, è Gesù Eucaristico che spinge a donare agli altri ciò che per noi è superfluo, non solo, ma anche a sacrificarci e a immolarci con Lui, nella donazione totale di noi stessi. Il sacrificio di Gesù spinge le anime generose ai più eroici sacrifici.
Chiediamo alla Madonna che ci aiuti a immolarci come Gesù per diventare pane profumato per tutti i nostri fratelli. )
NB.

Tralasciando la precedente conclusione (che è tra parentesi), si potrebbe continuare così (se la predica non è già troppo lunga...):

Don CARLO GNOCCHI nel suo libro intitolato: "Cristo con gli alpini", scrive:
"Nell'incendio meridiano del sole, la marcia degli alpini sulla montagna era stata lunga e pesante, soprattutto per la sete.
Ciononostante un giovane alpino non volle assaggiare una sola goccia d'acqua per poter ricevere la Santa Comunione (NB/ era ancora in vigore il "digiuno totale dalla mezzanotte"...).
Giunti sulla vetta, il cappellano aveva rapidamente alzato l'altarino da campo e aveva iniziato la celebrazione della Messa.
Ma all'offertorio l'attendente si era rivolto smarrito ai compagni... La sua borraccia rovente non dava più una goccia d'acqua.
Ecco allora venire fuori dai ranghi quel nostro soldatino, il quale , con gesto timido, ma con indicibile gioia, offre al celebrante la sua borraccia d'acqua rimasta intatta".
Alla sera quel generoso soldato scriveva alla mamma lontana: "Mia diletta mamma, oggi, senza di me, il cappellano non avrebbe potuto dire la S. Messa. Pensa che l'acqua della mia borraccia è diventata Sangue di Gesù nel calice del Sacerdote".
Cari Fratelli e Sorelle, facciamo in modo che anche noi, al termine della nostra giornata possiamo dire alla Madonna, nostra diletta Mamma: i miei sacrifici, i miei sudori e le mie lacrime sono diventate Sangue di Gesù nel sacrificio della Santa Messa.
E allora la Madonna ci sorriderà dal profondo del Suo Cuore di Mamma.
Don Severino GALLO sdb

Fonte:http://www.donbosco-torino.it


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