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don Roberto Seregni, "Il soffio dello Spirito"

Il soffio dello Spirito
don Roberto Seregni
Pentecoste (Anno C) - Messa del Giorno 
  Visualizza Gv 14,15-16.23-26

Però, sono già passati cinquanta giorni! I ritmi della vita parrocchiale sono così stretti, che il tempo pasquale è davvero volato. Ripenso alle molte persone incontrate, alle gioie e alle fatiche che molti amici hanno condiviso con me, alle scelte importanti che qualcuno sta intraprendere, alle ultime settimane di preparazione all'ordinazione sacerdotale dei nostri diaconi... Ripenso a ciascuno di loro, alle nostre comunità e spero che davvero questi cinquanta giorni siano stati occasione di incontro con il Risorto.

La Pentecoste che oggi celebriamo non è un invenzione di Gesù o dei primi cristiani. Essa è un' antica festa ebraica nella quale si fa memoria del giorno in cui il popolo d'Israele ricevette la legge di Dio al monte Sinai, che secondo i calcoli interni alla Bibbia avvenne cinquanta giorni dopo la liberazione dalla schiavitù dell'Egitto. E noi, cinquanta giorni dopo la Resurrezione di Gesù, celebriamo il dono definitivo della legge di Dio: lo Spirito Santo.

Solitamente, quando si parla dello Spirito Santo, ci sono idee un po' confuse... Allora vorrei subito chiarire che lo Spirito Santo non è una cosa, ma una persona, una presenza. Immagino che molti di voi stiano andando a cercare nella memoria qualche ricordo del catechismo della Cresima, per scovare qualche informazione in più su questo illustre sconosciuto che è lo Spirito Santo. Se avete in mente qualche bella definizione tenetevela stretta, ma lo Spirito ci tiene ad essere riconosciuto per quello che fa e che opera, più che per quello che si dice di Lui.

Se una Parola della Scrittura, un brano della liturgia, una parola di una meditazione ti hanno colpito il cuore, non avere dubbi: è opera dello Spirito Santo.

Se un incontro inaspettato con una persona cara risolleva una settimana veramente grigia, non avere dubbi: lì c'è il Suo tocco.

Se dopo un periodo di letargo spirituale senti il desiderio di metterti davanti a Dio e ricevere il suo perdono, non stai impazzendo, tranquillo: è l'azione dello Spirito.

Se trovi dentro di te un coraggio mai sperimentato prima nel prendere una decisione importante, nel mettere ordine in una relazione che ti fa star male, nell'aprirti di cuore ad un perdono inaspettato, non avere dubbi: è lo Spirito che lavora il tuo cuore.

Ecco cosa fa lo Spirito Santo: è il lubrificante della nostra fede! Se gli ingranaggi della nostra vita spirituale sono vecchi, arrugginiti e ammuffiti, è Lui che interviene in modo discreto ed efficace per rendere viva e palpitante la nostra fede. Lo Spirito Santo ci libera da quelle incrostazioni che rendono la fede noiosa e burocratica come la compilazione di un 740!

Allora coraggio, cari amici! Alziamo le vele e lasciamoci guidare dal soffio dello Spirito. Lui che è "datore di vita" (1 Cor 15,45) e che "ci ha liberato dalla legge del peccato e della morte" (Rm 8,2), ci faccia sperimentare ogni giorno la novità e la bellezza della vera fede nel Cristo Risorto.

don Roberto

Fonte:/www.qumran2.net

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