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Enzo Bianco, "SIAMO CORPO, ANIMA E SPIRITO SANTO"


8a Domenica di Pasqua: Pentecoste - Anno C | Omelia
SIAMO CORPO, ANIMA E SPIRITO SANTO

Festa dello Spirito Santo. Pentecoste è parola antica, greca, difficile da pronunciare, ma dal significato semplice: vuol dire cinquantesimo [sottinteso giorno]. Cinquantesimo dopo la Pasqua. È festa dapprima celebrata dagli ebrei, e poi anche dai cristiani.

Cinquanta giorni dopo Pasqua, gli ebrei facevano festa per la mietitura. I cristiani invece intendono ricordare il fatto narrato negli Atti degli apostoli: quel giorno lo Spirito Santo è sceso sugli apostoli e la Madonna raccolti nel Cenacolo, e li ha arricchiti dei suoi doni.
La Prima Lettura ricorda l'episodio, e descrive le conseguenze di quel mistico avvenimento: gli apostoli, "pieni di Spirito Santo", trovano il coraggio di uscire dal Cenacolo e rendono testimonianza pubblica al Signore. I primi credenti si uniscono a loro, e comincia la storia bimillenaria della Chiesa.
Lo Spirito era il dono smisurato fatto da Gesù agli apostoli, anzi all'intera umanità. È quindi giusto che i cristiani ricordino l'evento con una festa. Ma di fatto chi è lo Spirito Santo? Ecco il punto se si vuole capire la festa, e la risposta risulta difficile da dare.

"I MIEI PICCOLI INTERLOCUTORI AMMUTOLISCONO"

Ovvio, lo Spirito Santo è la terza Persona della Trinità. Ma siamo nel mistero, il mistero di Dio. Quali sono i suoi connotati?
Il card. Giacomo Biffi arcivescovo di Bologna, che si recava nelle parrocchie per le Cresime ai ragazzi, ha ammesso: "Quando parlo con loro, hanno sempre tante cose da dire. Ma quando arrivo a chiedere: Chi è lo Spirito Santo?, i miei piccoli interlocutori ammutoliscono tutti...". A dire il vero, davanti alla domanda ammutoliscono non solo i bambini ma anche le mamme e i papà. E i catechisti trovano poco da dire. E qualche difficoltà incontrano anche i sacerdoti, compresi i teologi.
Parlare dello Spirito Santo è difficile, e il card. Biffi ha detto perché: "Lo Spirito, più che Qualcuno da conoscere, è Colui che ci fa conoscere". E si è spiegato ricorrendo a paragoni curiosi, come la luce, gli occhiali, il respiro.
Ha indicato la luce: in genere noi non perdiamo tempo a guardare la luce, ma è la luce che ci consente di vedere le cose attorno a noi. Così gli occhiali: nessuno si procura gli occhiali per guardarli, ma perché gli occhiali fanno vedere bene tutto il resto. E così il respiro: nessuno si occupa del respiro, nessuno ci fa caso, ma è proprio il respiro che consente di vivere e agire.

Con lo Spirito Santo - suggeriva il card. Biffi - succede qualcosa del genere. Lo Spirito è come la luce del giorno a cui non si bada ma in cui si è immersi e si vive: è come gli occhiali che si dimentica di avere sulla punta del naso ma fanno vedere; è come il respiro che funziona inavvertito ma consente di vivere e agire.
Lo Spirito, noi non lo conosciamo, e neppure ci badiamo troppo. Ma è in noi, è Dio in noi, e ci fa pensare e agire da cristiani.

I DONI DELLO SPIRITO SANTO

Lo Spirito donato da Gesù non viene a trovarci con le mani vuote, ma - un po' come facciamo noi quando facciamo visita ai nostri cari - viene portando doni. I doni dello Spirito Santo.
Già i primi cristiani se ne erano accorti, e avevano provato a elencarli. Erano tanti. A loro piaceva il numero sette, e sette ne hanno messo in elenco. I doni dello Spirito risultano nei cristiani delle disposizioni permanenti, che sorreggono la loro vita morale e li rendono attenti alle ispirazioni di Dio. Eccoli.

Dono della sapienza. Sapienza deriva da sapore, dice la capacità e il gusto di gustare le cose di Dio. Noi corriamo il rischio di fermarci all'esteriore. Il saggio indica la luna e noi guardiamo il dito. Invece dovremmo fare come il girasole, che dal mattino alla sera si orienta verso il sole - cioè lo Spirito - e riceve da esso luce e calore.

Dono dell'intelligenza. Intelligenza è parola latina che significa leggere dentro, dice la capacità di arrivare al cuore delle cose. Diceva Gesù agli apostoli: "Quando verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera" (Gv 16,13). E sant'Agostino suggeriva: "Ama molto l'intelligenza! (Valde ama intellectum!)".

Dono del consiglio. Dio ha un sogno per tutti, un progetto sul mondo. Se noi non siamo superficiali ma attenti, lo Spirito ci introduce in questo progetto, e orienta le nostre scelte per realizzarlo.

Dono della fortezza. Oggi si tende al minimalismo, ad attenuare, sminuire, a farsi uomini bonsai. Invece "lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza" (Rm 8,26). Aiuta a tirare fuori la grinta per dare il meglio di sé nella vita di ogni giorno.

Dono della scienza. La scienza è conoscenza sistematica e organizzata riguardo al reale, a uomini e cose. Porta a comprendere gli altri, ad agire con competenza e professionalità. Perché, come dice il proverbio, il miglior falegname non è quello che fa più trucioli.

Dono della pietà. Parola che va intesa nel significato antico, come amore dei figli verso i genitori, e nella Bibbia come sentimento filiale della creatura verso il Creatore. Nel senso inteso dal beato Charles de Foucauld: "Non appena ho creduto che c'era un Dio, ho capito che non potevo fare altro che vivere per lui".

Dono del timor di Dio. È la conseguenza logica, inesorabile, del dono della pietà, Dove c'è amore, c'è delicatezza, tenerezza, paura di offendere. Verso tutti, e anzitutto verso Dio.

CORPO, ANIMA E SPIRITO SANTO

Pur essendo lo Spirito Santo un mistero, tanti cristiani che ne hanno sperimentato la presenza nel cuore hanno provato a dire chi sia per loro. E ci danno una mano a capire chi può essere per noi.

- San Paolo ne ha parlato così: "Non sapete che siete tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi?" (2 Cor 3,16). Ha descritto le conseguenze del vivere secondo lo Spirito: "I frutti dello Spirito di Dio sono: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé (Gal 5,22). E ancora: "Dove c'è lo Spirito del Signore, c'è libertà" (2 Cor 3,17).
- Il santo Curato d'Ars, bravo parroco di campagna che traboccava di Spirito Santo: "Quando ci vengono pensieri buoni, è lo Spirito Santo che ci visita". Diceva anche con garbata ironia: "Coloro che sono guidati dallo Spirito Santo hanno idee giuste, e ciò spiega perché tanti ignoranti ne sanno più dei dotti".
- Un vescovo nostro contemporaneo della Chiesa Ortodossa, il metropolita Ignatios di Latakia: "Senza lo Spirito Santo, Dio è lontano, il Cristo resta nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, l'autorità una dominazione, la missione solo propaganda".
- Il cardinale Carlo Maria Martini: "Tutto ciò che di bello e di positivo avviene nel mondo, è opera dello Spirito Santo".
E Tertulliano, pensatore antico, ha osato affermare: "Il cristiano è un essere singolare, composto di corpo, anima, e Spirito Santo".
Don Enzo BIANCO sdb

Fonte:http://www.donbosco-torino.it


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