ARCHIVIO PER RICERCHE

Mostra di più

AUTORI ED ETICHETTE

Mostra di più

MACHETTA Domenico SDB, Corpus Domini Anno C Appunti per Lectio

Corpus Domini Anno C  Appunti per Lectio

Gn 14,18-20       -       Lc 9,11b-17

Si apre solennemente la liturgia della Parola con un testo celebre della Genesi, che è stato interpretato dalla tradizione biblica (Sal 109/110) in chiave spirituale. Appare e scompare una figura misteriosa, Melchisedek, re di Salem, che offre pane e vino ad Abramo, reduce dalla spedizione punitiva contro i quattro re. Una figura che appare grande, se benedice Abramo! Misteriosa, perché scompare subito e non torna più, ma soprattutto perché arriva all'improvviso, senza la consueta genealogia, come avviene per ogni personaggio biblico. Il miglior commento è dato dalla lettera agli Ebrei, al cap. 7. "Egli, senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fine di vita, fatto simile al Figlio di Dio, rimane sacerdote per sempre". Qualcuno addirittura ha voluto vedere qui un'apparizione in anticipo del Cristo. Ma poi ciò che stupisce è l'offerta del pane e del vino! Di qui la lettura in chiave eucaristica.

L'Eucaristia va capita pensando al contesto in cui è nata. Con il passare degli anni si è purtroppo de-familiarizzata l'Eucaristia. Nel santuario familiare erano tre le celebrazioni fondamentali dell'ebraismo: una quotidiana legata al pasto, la seconda settimanale, legata alla shabbat, la terza annuale, legata alla festa di pesach (pasqua). Il pasto familiare rappresenta per l'ebraismo l'atto religioso per eccellenza, accompagnato da benedizioni. Questa centralità è passata al cristianesimo, che del pane e del vino ha fatto, nella celebrazione eucaristica, i suoi simboli fondamentali. Perché tanta importanza al pasto?

1. Mangiare è l'atto più ordinario e primario dell'uomo. Gesù annuncia l'Eucaristia con la moltiplicazione dei pani (vangelo).
2. Essendo il cibo dono di Dio, riconoscere Dio come sorgente dei doni, ne toglie all'uomo il possesso e l'accaparramento. Oltre al simbolismo del dono, l'atto del mangiare rimanda a quello del condividere.
3. Tra Dio che dà e l'uomo che riceve avviene un dialogo di comunione. Il mangiare i cibi sacri per partecipare in qualche modo alla vita della divinità è comune a tante religioni, con il rischio di voler avvicinarsi al mondo divino in modo possessivo. Ma anche qui la religione biblica è rivoluzionaria. È Dio, non l'uomo, che cerca l'unione. Quando l'uomo vuole avvicinarsi a Dio in modo possessivo, Dio gli smonta i programmi: è un Dio esigente e scomodo. L'uomo si allontana dall'Amore con il peccato, ma Dio lo insegue con tenacia. Il "sogno" di Dio è l'alleanza nuziale con l'uomo.
È questa la parola dominante della festa del Corpus Domini, il giorno in cui si celebra il Corpo-dato e il Sangueversato, il Sangue della "nuova ed eterna alleanza versato per la moltitudine" ("molti", in contrasto con l'"uno" che viene immolato, dunque con significato di "tutti").
Allora, occhio ai segni: CORPO PANE SANGUE VINO
Corpo dato, sangue versato. Il sangue richiama le alleanze nel sangue; il sangue è la vita, il sangue è sacrificio. Il segno del sangue è il vino, un elemento di gioia! Un banchetto di festa nuziale dunque: gioia a prezzo di sacrificio. L'amore e la gioia sono a prezzo di morte. È Dio che sacrifica!

Nella Messa più offri, più ricevi. L'antropologia biblica e eucaristica è l'antropologia del gratuito, che sostituisce il "mi è donato" al "mi è dovuto".
Eucaristia = GRAZIE!
Se togli il desiderio di avere di più, ti accorgi che il meglio è già qui. L'uomo non vale per quello che fa, ma per quello che gli viene fatto: nasce qui il senso di adorazione. L'adorazione eucaristica è un grande atto di umiltà, di riconoscenza e di intimità sponsale.
E qui il miglior commento è il silenzio. Siamo in pieno
"Cantico dei Cantici". "Che cosa dici a Gesù quando fai la comunione?", fu chiesto un giorno a S. Teresina. "Io non gli dico niente rispose : lo amo".

Don Domenico MACHETTA

Fonte:http://www.donbosco-torino.it


Commenti

Post più popolari