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p. José María CASTILLO, "PRESE LA FERMA DECISIONE DI METTERSI IN CAMMINO VERSO GERUSALEMME. TI SEGUIRO’ OVUNQUE TU VADA."

XIII TEMPO ORDINARIO – 30 giugno 2019 - Commento al Vangelo
PRESE LA FERMA DECISIONE DI METTERSI IN CAMMINO VERSO GERUSALEMME. TI SEGUIRO’ OVUNQUE TU VADA.

di p. José María CASTILLO

Lc 9,51-62
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio. Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Séguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».
La storia dell’intolleranza è profondamente legata alla storia delle religioni. E intolleranza e violenza – entrambe benedette dalla religione – si sono date la mano. Molto giustamente si è detto che le grandi idee costano molti sacrifici. Esse giustificano la violenza e l’auspicano. «Come i vampiri, i valori hanno bisogno di sangue per rinnovare le loro energie. E quanto più sono morti, più raggianti e divini sono i valori sui cui altari sono arsi i cadaveri» (Z. Baumann, citato da W. Sofsky). Questo è duro e spiacevole, ma è ciò che (senza saperlo) in realtà stavano proponendo Giacomo e Giovanni. E che Gesù ha respinto con tutte le sue forze. Gesù non tollera l’intolleranza religiosa.
Subito dopo il tema dell’intolleranza, il vangelo di Luca presenta il racconto più completo della sequela di Gesù. Perchè? Perché la chiamata alla sequela è “Gesù stesso. È lui che chiama” (D. Bonhoeffer: “Jesus selbst. Er ist der ruft”). La chiamata a seguire Gesù non è una “proposta”, non è un “programma di vita”, non è un “ideale” o una “meta”, spiega lo stesso Bonhoeffer nella sua opera fondamentale sulla “sequela” (Nachfolge). Cos’è allora la sequela di Gesù? È l’attrazione, la seduzione di Gesù stesso e di Gesù solo. Quando quest’esperienza di passività, che mi seduce e mi allontana da me, mi porta a fidarmi nella totalità della mia vita, in maniera che perdo ogni altra sicurezza (ossia, tutto è “passività” e “totalità”), allora la sequela di Gesù si costituisce nel centro della mia vita, in ciò che guida la mia vita. In questo colloco il mio fanatismo. Qui stiamo toccando il fondo ed il centro del Vangelo.
In fondo, questo sta a significare che il progetto della sequela di Gesù è il progetto della libertà al servizio della misericordia. In questa formula si trovano il cuore stesso del Vangelo e la sua sorprendente attualità. Perché, se di qualcosa abbiamo bisogno in questi tempi di crisi, è della libertà che superi tutte le nostre paure. Solo la passività (della seduzione che mi allontana da tutta la mia vita) e la totalità (che comprende tutto) sono la ragione per continuare a vivere ed a vivere in questo modo.

Fonte:www.ildialogo.org


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