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PANE QUOTIDIANO«VOI STESSI DATE LORO DA MANGIARE»



 La Liturgia di Domenica 23 Giugno 2019 VANGELO (Lc 9,11-17) Commento:Rvdo. D. Manuel COCIÑA Abella (Madrid, Spagna)SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO C)

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di
cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini.
Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.
Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.
Parola del Signore


«Voi stessi date loro da mangiare»
Rvdo. D. Manuel COCIÑA Abella 
(Madrid, Spagna)
Oggi, è il giorno più grande per il cuore di un cristiano, perchè la Chiesa, dopo di solennizzare il Giovedì Santo, giorno dell’istituzione dell’Eucaristia, cerca adesso l’esaltazione di quest’augusto Sacramento, cercando che tutti L’adorino senza limite alcuno. «Quantum potes, tantum aude...», «osa tutto quanto ti sia possibile»: è questo l’invito che ci fa San Tommaso d’Acquino, in un meravoglioso inno di lode all’Eucaristia. E quest’invito sintetizza ammirevolmente quali devono essere i sentimenti del nostro cuore d’avanti alla presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. Tutto quello che possiamo fare risulta poco per cercare di corrispondere ad uno slancio così umile, così impressionante! Il Creatore del cielo e della terra si nasconde sotto le specie sacramentali e ci si offre quale cibo delle nostre anime. E’ il pane degli Angeli e l’alimento di quelli che si trovano in cammino. Ed è un pane che ci vien dato abbondantemente, come quello che venne distribuito senza limiti, quel pane miracolosamente moltiplicato da Gesù, per evitare che svenissero quelli che Lo seguivano: «Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste» (Lc 9,17).

Di fronte a questa sovrabbondanza d’amore, dovrebbe essere impossibile una risposta debole. Uno sguardo di fede attento e profondo a questo Sacramento divino, necessariamente esige una preghiera riconoscente di un cuore ardente. San Giuseppemaria, nella sua predicazione, soleva farsi eco delle parole di un venerando e pietoso prelato: «trattamelo bene».

Un rapido esame di coscienza ci aiuterà a riconoscere che cosa dobbiamo fare per trattare con maggiore delicatezza Gesù Sacramenato: la purezza della nostra anima – dev’essere sempre in grazia per riceverLo-, il modo corretto nel vestire – quale segno esterno di amore e rispetto-, la frequenza con cui ci avviciniamo a riceverLo, le volte che andiamo a visitarlo nel Tabernacolo... Dovrebbero essere incontabili i particolari verso il Signore nell’Eucaristia. Cerchiamo di fare quanto sia possibile per ricevere e trattare Gesù Sacramentato con la purezza, umiltà e devozione della Madre Sua Santissima, con lo spirito ed il fervore dei santi.evangeli.net 


La voce di un antico Padre
Cercate il pane di Cristo, bramate il calice di Cristo, perché, disprezzando la fragilità terrena, l'essenza dell'uomo si sazi del cibo immortale. Rinnovate col cibo celeste l'uomo perduto, affinché tutto ciò che in voi è morto, rinasca per i benefici divini! Sapete quel che vi conviene fare, scegliete quel che volete: là nasce la morte, qui viene donata la vita immortale.
Firmico Materno


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