ARCHIVIO PER RICERCHE

Mostra di più

AUTORI ED ETICHETTE

Mostra di più

Mons.Vincenzo Rini, Commento Domenica 14 luglio XV Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

Domenica 14 luglio XV Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)
Vincenzo Rini


I testi della Messa di questa domenica costituiscono, nel loro insieme, una breve sintesi della dottrina morale cristiana.

La prima indicazione è data dal Deuteronomio, attraverso due verbi che sintetizzano l’atteggiamento del cristiano di fronte a Dio: “obbedire”, anzitutto, che significa mettersi all’ascolto della voce di Dio, facendo dei suoi precetti la guida della propria vita. Inoltre “convertirsi”, che consiste nel volgere il cammino della propria esistenza verso Dio e non verso le cose terrene.
Atteggiamenti, questi, che non sono impossibili, perchè la parola di Dio, che guida la nostra vita, non è lontana da noi: Dio infatti l’ha già messa nel nostro cuore. E questo il “cuore” della vita cristiana.

Il brano della lettera ai Colossesi, potrebbe essere intitolato “ti racconto il Signore”.

Gesù è il cuore della storia, il principio e il fine. Tutto il senso e la pienezza della storia dell’umanità e della vita di ogni uomo è in Lui. La storia del mondo intero solo in Lui si realizza. La “pace” del mondo, in cui si riconciliano Dio e il creato, a partire dall’uomo, è in Cristo soltanto. Cielo e terra, con tutte le vicende dell’umanità trovano nel “sangue della sua croce”, il loro significato, il loro senso, il loro fine; la loro pienezza e la loro pace.
Dopo il messaggio del Deuteronomio, ecco la precisazione: la parola di Dio che ci guida, la troviamo in Gesù, che, solo, dà senso alla storia universale e personale di ognuno.

Il Vangelo di Luca, con la parabola del Buon Samaritano, è il punto di arrivo degli insegnamenti di questa Messa.

Se la vita cristiana consiste nel lasciarci orientare dalla Parola di Dio, che troviamo in pienezza in Gesù, principio e fine di tutta la nostra esistenza e della vita della Chiesa, Gesù dove lo incontriamo concretamente, dove possiamo vederlo con i nostri occhi e toccarlo con le nostre mani?

La risposta è immediata: lo incontriamo nell’uomo che “scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti”, nell’uomo bisognoso di aiuto e di amore. Lo incontriamo solamente se non facciamo come quel sacerdote e quel levita che “lo videro e passarono oltre”.
Gesù lo incontriamo nella storia solamente se, incontrando le sofferenze dell’umanità e dei singoli uomini e donne, non passiamo oltre, ma, come il samaritano, ne abbiamo “compassione”, cioè ci rendiamo partecipi della sua “passione” ci facciamo a lui vicino e ci prendiamo cura di lui, mettendoci anche del nostro denaro. Questa è la legge di Cristo: “Va’ e anche tu fa’ così”.

Commenti

Post più popolari