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padre Antonio Rungi, "Il decalogo della preghiera incessante"

Il decalogo della preghiera incessante
padre Antonio Rungi
XXIX Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) (20/10/2019)


 Visualizza Lc 18,1-8
La parola di Dio di questa XXIX del tempo ordinario inizia con la preghiera di Mosé, prosegue con l'esortazione dell'Apostolo al suo amico Timoteo ad insegnare e trasmettere la fede e si conclude con raccomandazione fatta da Gesù ai suoi discepoli, quella della necessità di pregare.
Sono tre brani biblici che si pone in perfetta sintonia con la giornata di festa di questa domenica. Oggi, infatti, celebriamo la giornata mondiale delle missioni e come cristiani siamo invitati a pregare in modo particolare per quanti sono impegnati nelle attività missionarie in Italia e nel mondo.
Forti dell'esperienza orante di Mosé, si tratta, secondo il vangelo di oggi, di pregare sempre ed in ogni circostanza, lieta o triste della vita, per ringraziare Dio o per chiedere grazie ed ottenere dal Signore, se Lui vuole, ciò che gli chiediamo. Ma non bisogna assolutamente stancarsi nel pregare.
E non si tratta neanche di moltiplicare i tempi del pregare, bensì della qualità della preghiera, della sincerità della preghiera, dell'autenticità di essa e della condizione personale da cui partiamo per pregare, sia essa in stato di grazia che in stato di peccato.
Qui nel vangelo di oggi viene riportata da Gesù stesso la parabola del Giudice disonesto e della vedova insistente, la quale chiede che le venga fatta giustizia. Non chiede di vendicarsi, ma di ottenere la giustizia secondo le leggi civili e soprattutto morali e religiose, stando in un contesto culturale e sociale, quello israelitico, in cui la religione determinava le leggi dello Stato.

A rileggere con attenzione il racconto evangelico, fatto con la semplicità, l'immediatezza e la direttività di Cristo, apprendiamo la fondamentale lezione che il Signore ci fa in questa scuola itinerante, che poi diventa scuola di preghiera. E infatti qui viene detto a chiare lettere che è necessario pregare sempre, senza stancarsi mai.
Per chi o cosa pregare sempre e soprattutto in questa domenica dedicata alla giornata missionaria mondiale e per noi passionisti dedicata alla festa di San Paolo della Croce, nostro fondatore, il santo missionario del XVIII secolo che nelle nostre zone è conosciuto, venerato ed amato, anche attraverso i figli spirituali, che operano in tutto il territorio del Lazio, Campania e altre Regioni più o meno vicine a noi.
Ebbene oggi abbiamo il dovere primario di pregare per le vocazioni alla vita missionaria, per i missionari che svolgono la loro attività pastorale in ogni parte del mondo, a partire dall'Italia, per tutte le missioni cattoliche, presenti nei paesi più poveri del mondo, per i tanti volontari laici che sistematicamente offrono il loro contributo, oltre che economico, soprattutto professionale per aiutare il progresso delle missioni estere, avviate in tante parti dagli istituti missionari, come noi passionisti, oppure dalle Diocesi o dai sacerdoti che si sono dedicati individualmente a quella opera di evangelizzazione e di promozione umana a livello globale.
La nostra preghiera per questa causa non si può limitare alla giornata odierna, ma bisogna pregare, come ci ha raccomandato Gesù, sempre, senza stancarsi mai.

Nel Libro dell'Esodo attraverso la figura di Mosé ci viene indicato questo percorso orante per ottenere successi a livello personale e popolare.
Non si tratta di fare carriera o di raggiungere gradi più elevati della condizione sociale, ma di fare una forte esperienza di Dio, mediante la preghiera, perché Egli porti a compimento ogni nostro desiderio confacente al suo volere. Quando Giosuè su ordine di Mosé uscì in battaglia contro Amalèk, Mosé si mise a pregare ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio. Con Mosè, salirono sulla cima della collina Aronne e Cur per sostenerlo nella preghiera. Cosa si verificava di particolare, lo dice il testo della prima lettura di oggi: “Quando Mosè alzava le mani, quindi pregava, in quanto alzare le mani al cielo significa pregare, Israele prevaleva. Mentre, quando per motivi di stanchezza, Mosé abbassava le braccia, prevaleva Amalèk. Dopo ore di preghiera Mosè sentiva pesare le mani, e allora cosa fecero i due suoi assistenti? Presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l'altro dall'altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. In poche parole escogitarono un sistema per far rimanere in preghiera costante il Patriarca, colui che il Signore aveva scelto per portare via dalla schiavitù dell'Egitto il popolo eletto. Il risultato di questa preghiera continua fu che Giosuè sconfisse Amalèk e il suo popolo.
L'insegnamento che ci viene da questo racconto di Mosé orante è quello che con la preghiera si ottiene la vittoria. Non a caso si prega, con il santo Rosario, Maria e la si invoca come Regina della Vittoria, perché mediante questa preghiera speciale del Rosario, i cattolici prevalsero contro i musulmani nella celebre battaglia di Lepanto del 1571.

E di insegnamento, fedeltà, coraggio e coerenza ci parla la seconda lettura di oggi, nella quale l'Apostolo Paolo, si rivolge con queste parole all'amico vescovo Timoteo: “Figlio mio, tu rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall'infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù”.
La base della nostra formazione cristiana è quella biblica, da cui tutti dobbiamo partire per fare esperienza di Dio nello studio e nella preghiera. Infatti ci viene ricordato nel brano odierno che “tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona”.
Quello che dovrebbe essere capito da tutti cristiani che poca attenzione pongono alla sacra scrittura. E non sempre si capisce e poi si pratica. Per cui l'esortazione finale è molto forte ed incisiva per aprire nuovi spazi di evangelizzazione e di aiuto ai cristiani: “Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento”. Basta prendere tra le mani il libro dei salmi che poi costituisce la struttura portante della liturgia delle ore per capire meglio il senso della preghiera cristiana, che è essenzialmente preghiera biblica e ispirata dalla parola di Dio, come in questa domenica in cui ci è espressamente richiesto dalla prima lettura e dalla vangelo in particolare di pregare senza mai stancarci, al fine di preparare il nostro incontro con Cristo quando egli verrà per giudicare i vivi e i morti nel giudizio universale con la lampada accesa della fede.

Vogliamo concludere questa nostra riflessione con richiamare quanto viene espresso nella preghiera iniziale della santa messa, la colletta: “O Dio, che per le mani alzate del tuo servo Mosè hai dato la vittoria al tuo popolo, guarda la Chiesa raccolta in preghiera; fa' che il nuovo Israele cresca nel servizio del bene e vinca il male che minaccia il mondo, nell'attesa dell'ora in cui farai giustizia ai tuoi eletti, che gridano giorno e notte verso di te”.
Se volessimo indicare i motivi più urgenti ed importanti del nostro pregare, oggi e sempre, compileremo un elenco di intenzioni che non si finirebbe mai.
Preghiere da rivolgere insistentemente al Signore, mediante l'intercessione della Beata Vergine Maria, regina degli angeli e dei santi.
E allora stiliamo un elenco di preghiere che dobbiamo fare sempre, secondo quanto ci ha chiesto Gesù, secondo il nostro decalogo della preghiera incessante.
1.Pregare in primo luogo per la santa Chiesa, per il papa, i vescovi, i sacerdoti, i missionari, i religiosi, i fedeli laici, pregare cioè per coloro che credono alla preghiera e la valorizzano pienamente.
2.Pregare per la pace e la giustizia sociale da realizzare in ogni parte del mondo, visto i tanti conflitti, molti silenziosi, che ci sono ancora, nei paesi più fragili politicamente.
3.Pregare per gli ammalati, i sofferenti, i poveri e i bisognosi di tutta la terra con la speranza di far fronte alle loro necessità con un'azioni caritatevoli ai vicini e ai lontani.
4.Pregare per le nostre famiglie, soprattutto per quelle che vivono momenti di grave difficoltà, considerati i tanti problemi che vi sono in esse per svariati motivi che le riguardano.
5. Pregare per i governanti di tutte le nazioni del mondo, perché facciano le cose giuste per tutti e non per alcuni o per se stessi o per i gruppi politici o economici di appartenenza.
6.Pregare per i giovani di tutto il mondo perché nella gioia di vivere possano raggiungere gli obiettivi che si sono prefissi nel bene e nella santità della vita.
7. Pregare per quanti non hanno speranza per il futuro, in campo medico, sanitario, assistenziale e sociale, perché possano aprirsi nuovi orizzonti di soluzione ai loro gravi problemi personali e sociali.
8. Pregare per la salvaguardia della natura, in pericolo di autodistruzione per le fonti di inquinamento prodotti dai noi esseri viventi che vogliamo vivere nel benessere, senza pensare alle future generazioni di esseri umani, egoisticamente impegnati a soddisfare noi stessi
9. Pregare quanti non pregano e non hanno mai assaporato la dolcezza e la bellezza di parlare a Tu e Tu con Colui che è nostro Padre e benedizione.
10. Pregare per coloro che pregano per gli altri, perché la loro preghiera sia efficace e produca presso gli effetti desiderati come una medicina curativa ed appropriata.
E proprio perché vogliamo mettere in pratica quanto Gesù ci raccomanda del vangelo di questa domenica, preghiamo tutti con questa preghiera che vi invito ad ascoltare a a recitare con noi con la mente e con il cuore rivolta a Maria, donna della lode.

Fonte:https://www.qumran2.net


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