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#PANEQUOTIDIANO, «COSTUI È IL RE DEI GIUDEI»

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La Liturgia di Domenica 24 Novembre 2019  VANGELO (Lc 23,35-43) Commento:Rev. D. Joan GUITERAS i Vilanova (Barcelona, Spagna)

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano
Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Parola del Signore

«Costui è il re dei Giudei»
Rev. D. Joan GUITERAS i Vilanova 
(Barcelona, Spagna)
Oggi, il Vangelo ci fa alzare gli occhi verso la croce dove Cristo morente sul Calvario. Qui vediamo il Buon Pastore che dà la vita per le pecore. E, su di Lui, c'è un cartello che recita: "Costui è il re dei Giudei" (Lc 23,38). Questo che soffre e che è così orribilmente sfigurato nel suo volto, è il Re? È possibile? LO capisce perfettamente il buon ladrone, uno dei due giustiziati a lato di Gesù. Dice con fede supplicante: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno" (Lc 23:42). La risposta di Gesù è confortante e vero: "In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso" (Lc 23,43).

Sì, confessiamo che Gesù è il Re. "Re" con maiuscola. Nessuno potrà essere mai alla altezza della sua regalità. Il Regno di Gesù non è di questo mondo. Si tratta di un Regno in cui si entra per la conversione cristiana. Un Regno di verità e di vita, un Regno di santità e di grazia, Regno di giustizia, di amore e di pace. Un Regno che esce dal sangue e l' acqua sgorgati dal fianco di Gesù Cristo.

Il Regno di Dio fu un tema primordiale nella predicazione del Signore. Invitava continuamente tutti ad entrare in Lui. Un giorno, nel Discorso della Montagna, proclamò beati i poveri nello spirito, perché essi possiederanno il Regno.

Origene, commentando la dichiarazione di Gesù: "Il regno di Dio è in mezzo a voi!" (Lc 17,21), spiega che chi implora la venuta del Regno di Dio, lo chiede rettamente da quel Regno di Dio che è dentro di lui, affinché nasca, fiorisca e maturi. Aggiunge che "il Regno di Dio che c'è dentro di noi, se andiamo avanti continuamente, raggiungerà la sua pienezza quando abbia compiuto ciò che dice l' Apostolo: Cristo, essendo sottoposti coloro che sono nemici, lascerà il Regno nelle mani di Dio Padre, affinché Dio sia tutto in tutti". Lo scrittore ci esorta a dire sempre "Sia santificato il tuo nome venga il tuo Regno".

Viviamo già adesso il Regno con la santità, e diamo testimonio di Lui con la carità che autentifica la fede e la speranza.



La voce di un teologo orientale russo

Risultati immagini per Alexander Schmemann,«Cristo ci dona la sua morte perché in tutta verità è al posto nostro che egli muore. La morte è il frutto naturale del peccato, un castigo immanente. L'uomo ha scelto di non essere più in comunione con Dio, ma, poiché non ha la vita in se stesso e da se stesso, muore. In Gesù Cristo, tuttavia, non c'è peccato, dunque non c'è morte. È solo per amore nostro che egli accetta di morire; egli vuole assumere e condividere la nostra condizione umana fino alla fine»

Alexander Schmemann, La Settimana Santa, il Venerdì: la Croce, p. 27


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