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Card. Gianfranco Ravasi " FEDE ANCHE NEL DOLORE"Breviario Laico

Breviario Laico, FEDE ANCHE NEL DOLORE

Distinguo a pena la Madonna, ha immoti gli occhi lucidi
di come lame, come le sette spade che le stanno in cuore; intorno, un po’ d’argento luce: i voti degli umili, dei buoni senza nome ch’ebbero ancora fede nel dolore.

Sergio Corazzini

Sarà capitato a tutti di varcare la soglia di una chiesa e di passare dalla luce esterna della strada alla penombra improvvisa, striata solo dal baluginare di qualche cero. Ed ecco profilarsi lentamente un volto, quello di un dipinto o di un’icona o di una statua, un viso femminile dagli occhi fissi che puntano sul fedele. La devozione popolare secolare ha costellato le nostre chiese di questa presenza mariana e non ha fatto mai mancare davanti a essa il segno di luce di una candela, gli argenti degli ex voto, il colore dei fiori ma soprattutto il respiro silenzioso di una preghiera.

Nel giorno dell’Immacolata ho scelto un poeta ottocentesco oggi del tutto dimenticato ma che aveva un piccolo spazio nell’antologia letteraria del mio liceo, il romano Sergio Corazzini (1886-1907), un autore «decadente» (come si diceva) ma con una delicata vena d’amore e di fede. È proprio su quest’ultimo aspetto che lascio a tutti lo spunto di riflessione da sviluppare. La devozione mariana insegna la fede anche nel dolore. Alla Madre di Cristo accorrono soprattutto i malati, gli infelici, gli abbandonati, «i buoni senza nome», non gli orgogliosi, i potenti, i gaudenti. Davanti a lei i semplici aprono il loro cuore perché sanno che una madre capisce e non abbandona. E se ne vanno, forse non guariti e liberati, ma certamente sereni e in pace.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori

Fonte:https://www.laparola.it/


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