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Don Paolo Zamengo, "Una storia di luce"


Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
Una storia di luce       Lc 1, 26-38

La storia umana è piena di luci e di ombre. La storia di luce ha un nome, Maria. Oggi la vediamo ancora giovane donna nella sua casa. Chissà a quale ora? Chissà cosa faceva in quel momento? Chissà da dove il volo dell'angelo? O, forse, quella era solo una voce che bussava alla sua anima? Maria, ragazza di un paese senza gloria, innamorata di un uomo, come succede alle ragazze della sua età.
E cosa avrà mai saputo di come nasce un bambino, e da chi? Di solito non se ne parla, sono i giorni del segreto. Era cresciuta portandosi dentro la luce e il sogno di Dio che dona solo bellezza.
A noi appartengono anche le ombre. Ce lo ha ricordato la Genesi che racconta la storia dell'umanità. Non sempre gli uomini vivono nella luce e nella bellezza. Anche se la bellezza la portiamo nella carne fin dall'inizio.  Dice S. Paolo: Dio "ci ha scelti”, al plurale. “Ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati".
La storia di Maria è in queste parole. Un angelo entra nella sua casa e la saluta: "Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te". "Rallegrati, perché sei stata colmata di grazia".  Maria è il segno di un Dio che non ha misura, di un Dio smisurato nell’amare, debordante nel fare grazia.
Maria sarà per sempre il segno che Dio ha cancellato la distanza, che non è chissà dove, non nella grande città, non nella solennità del tempio o nel fasto delle liturgie. Dio è con te, è nel sogno che ti abita. E questo, d’ora in poi, dobbiamo dirlo a tutti: "Rallegrati, il Signore è con te".
"Rallegrati", una parola in controtendenza, è una parola contro la paura, la paura di Dio. Anche Maria si sente sfiorare da un brivido di "paura" e l'angelo le dice: "Non temere". La storia di Maria è  il segno della vittoria dell'allegria sulla paura. Dio non fa paura. Nemmeno le nostre storie, che non sono sempre immacolate, ci debbono fare paura perché Dio le apre alla grazia. Per ogni donna e per ogni uomo, nonostante tutto, Dio è grazia.
Il racconto della Genesi parla di paura. Adamo si nasconde tra gli alberi. "Dove sei?" e Adamo risponde: "Ho udito la tua voce, ho avuto paura, perché sono nudo". Ma l'uomo e la sua donna non sono maledetti e neppure muoiono come era stato loro minacciato. C’è una promessa.
Il bene vincerà. La storia della creazione non si chiude con il peccato ma con la grazia. La porta non è sbarrata, la porta è aperta. Dio è uno che apre. La grazia è un segno di vita.
"Il Signore Dio fece per l’uomo e la donna tuniche di pelle e li vestì". Dio apre e veste. Come nella parabola del padre che apre la casa al figlio che se n'era andato, lo veste della veste più bella e gli inventa una festa. Dimentica il passato e crede nel futuro. Dio scommette sulla bellezza che è in noi. Dio riconosce la nostra dignità rivestendoci. 
"Rallegrati, Maria, il Signore è con te". Dio è con me, Dio è in me. Dobbiamo ripeterlo. Tutti possiamo ripartire. Per denudato che io sia, posso ricominciare dalla bellezza che mi abita, dai segni di vita che conservo nel cuore, dal soffio dello spirito che mi illumina. Dio mi ha fatto grazia.
"Rallegrati, Dio è con te". Diciamolo a tutti, con la vita, diciamolo con gli occhi, e sarà come l'entrare di un angelo nella nostra casa. Come quel giorno a Nazareth, nella casa di Maria.

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